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C - Status degli operatori volontari

  1. C1 - Cosa accade ad un operatore volontario che non intende proseguire il servizio nel progetto originario, o in quello rimodulato dall’ente?
  2. C2 - Come devono essere considerati i giorni di assenza dal servizio di un operatore volontario in isolamento fiduciario o ricoverato in struttura sanitaria a causa del Covid-19?
  3. C3 - Come vanno indicati al Dipartimento i giorni di assenza dal servizio di un operatore volontario in isolamento fiduciario o ricoverato in struttura sanitaria a causa del Covid-19 ai fini del pagamento?
  4. C4 - Rispetto ad eventuali imitazioni sugli spostamenti introdotte a livello nazionale, regionale o locale, in considerazione dell’evoluzione della situazione, l’operatore volontario può comunque spostarsi per le esigenze connesse allo svolgimento del servizio?
  5. C5 - Come ci si comporta, in caso di gravidanza dell'operatrice volontaria, nei mesi che precedono il congedo di astensione obbligatoria?
  6. C6 - Cosa deve fare un operatore volontario nel caso in cui avesse sintomi riconducibili ad un possibile contagio da COVID-19?
  7. C7 - Quali procedure sono previste per l’operatore volontario che presta servizio presso scuole, residenze per anziani o strutture analoghe per le quali è richiesta da un’Autorità pubblica/sanitaria l’effettuazione di tamponi o test sierologici prima della ripresa del servizio o nel caso di rilevazione di possibili contagi?

  1. C1 - Cosa accade ad un operatore volontario che non intende proseguire il servizio nel progetto originario, o in quello rimodulato dall’ente?

  2. L’operatore volontario che a fronte di una rimodulazione decidesse di rinunciare a proseguire il servizio deve ricorrere all’interruzione di servizio come da vigenti disposizioni

    L’operatore volontario deve comunicare all’ente l’interruzione del servizio, come previsto dal par. 4 delle Disposizioni 14 gennaio 2019 e quindi il contratto di servizio civile universale viene “rescisso”, ossia risolto per sopravvenuto evento eccezionale..

     

    Data ultimo aggiornamento: 23/04/2021
  3. C2 - Come devono essere considerati i giorni di assenza dal servizio di un operatore volontario in isolamento fiduciario o ricoverato in struttura sanitaria a causa del Covid-19?

  4. In entrambi i casi tali giorni di assenza si considerano come giorni di malattia straordinaria, che si aggiungono ai 15 giorni di malattia retribuiti previsti dalle Disposizioni del 14 gennaio 2019.

     

    Data ultimo aggiornamento: 23/04/2021
  5. C3 - Come vanno indicati al Dipartimento i giorni di assenza dal servizio di un operatore volontario in isolamento fiduciario o ricoverato in struttura sanitaria a causa del Covid-19 ai fini del pagamento?

  6. Vanno indicati come giorni di servizio e non come giorni di assenza per malattia, per evitare che il sistema informatico li conteggi come parte dei 15 giorni previsti dalle Disposizioni del 14 gennaio 2019.

     

    Data ultimo aggiornamento: 23/04/2021
  7. C4 - Rispetto ad eventuali imitazioni sugli spostamenti introdotte a livello nazionale, regionale o locale, in considerazione dell’evoluzione della situazione, l’operatore volontario può comunque spostarsi per le esigenze connesse allo svolgimento del servizio?

  8. , per le esigenze connesse al servizio può spostarsi. Qualora fosse necessario compilare il modello di autodichiarazione, in aggiunta alle altre informazioni richieste, l’operatore volontario indicherà che lo spostamento è determinato da “comprovate esigenze lavorative” e nello spazio in merito allo spostamento, dichiarerà  inoltre che  “è operatore volontario del servizio civile universale, contrattualizzato con la Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio Civile Universale, e opera con l’ente.............. (nome dell’ente)". In alternativa può essere esibita anche copia del contratto firmato con il Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio Civile Universale. 

     

    Data ultimo aggiornamento: 23/04/2021
  9. C5 - Come ci si comporta, in caso di gravidanza dell'operatrice volontaria, nei mesi che precedono il congedo di astensione obbligatoria?

  10. In considerazione dell’emergenza sanitaria da COVID-19, gli enti possono valutare insieme alle operatrici volontarie in gravidanza l’eventuale opportunità di una modifica delle loro condizioni di servizio o, sulla base di accertamenti sanitari, l’astensione obbligatoria anticipata.

    Come previsto dalle “Disposizioni concernenti la disciplina dei rapporti tra enti e operatori volontari del servizio civile universale” del 14 gennaio 2019, ai sensi del Testo Unico in materia di tutela e sostegno della maternità e paternità, adottato con il decreto legislativo 26 marzo 2001, n.151, il divieto di adibire l’operatrice volontaria allo svolgimento del servizio civile nei due mesi precedenti la data presunta del parto e nei tre mesi successivi il parto (astensione obbligatoria ex art. 16 d.lgs. n. 151/2001) “è anticipato a tre mesi dalla data presunta del parto nel caso in cui le operatrici volontarie siano impegnate in attività che, in relazione all’avanzato stato di gravidanza, siano da ritenersi gravose o pregiudizievoli(astensione obbligatoria anticipata art. 17, comma 1 d.lgs. n.151/2001”.

    Inoltre, l’astensione obbligatoria anticipata “può essere disposta anche (art.17, comma 2): a) nel caso di gravi complicanze della gravidanza o di preesistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza; b) quando le condizioni di lavoro o ambientali siano ritenute pregiudizievoli alla salute della donna e del bambino; c) quando la lavoratrice non possa essere spostata ad altre mansioni.”

    È utile informare tutte le operatrici volontarie della necessità di segnalare lo stato di gravidanza non appena ne vengano a conoscenza per consentire all’ente di adottare misure di prevenzione e protezione, come la modifica delle condizioni di impiego dell’operatrice volontaria (favorendo mansioni non a rischio anche ricorrendo all’attività da remoto) e/o la modifica dell'orario di servizio e di consegnare all’ente la certificazione medica nel caso di astensione obbligatoria anticipata.

     

    Data ultimo aggiornamento: 23/04/2021
  11. C6 - Cosa deve fare un operatore volontario nel caso in cui avesse sintomi riconducibili ad un possibile contagio da COVID-19?

  12. Deve contattare immediatamente il proprio medico di base il quale valuterà la situazione e deciderà se il soggetto dovrà sottoporsi a tampone. In caso il medico ritenesse il soggetto affetto da sintomi riconducibili al virus COVID-19 e l’operatore volontario fosse sottoposto ad isolamento domiciliare (o durante il periodo di attesa tampone), il volontario sarà considerato in malattia straordinaria, dietro presentazione di idonea certificazione medica che attesti una possibile relazione con il COVID-19.

     

    Data ultimo aggiornamento: 23/04/2021
  13. C7 - Quali procedure sono previste per l’operatore volontario che presta servizio presso scuole, residenze per anziani o strutture analoghe per le quali è richiesta da un’Autorità pubblica/sanitaria l’effettuazione di tamponi o test sierologici prima della ripresa del servizio o nel caso di rilevazione di possibili contagi?

  14. Non esiste una procedura univoca che possa applicarsi a tutti i casi, ma dipende dalla specifica struttura e dalle disposizioni adottate dalle singole Regioni e Province Autonome. E' bene che l’operatore volontario ed il suo Ente di servizio civile di riferimento si raccordino con la struttura di impiego per conoscere la specifica procedura da adottare nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale. Qualora fosse necessario sostenere delle spese per l’effettuazione di test o tamponi in quanto il volontario non fosse ritenuto assimilabile al personale operante presso la sede, l'Ente provvederà ad anticiparle e poi a rendicontarle mediante giustificativi di spesa  al Dipartimento affinché possano essere rimborsate.

     

    Data ultimo aggiornamento: 23/04/2021
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