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C - Status degli operatori volontari

  1. C1 - Cosa accade ad un operatore volontario che non intende proseguire il servizio nel progetto originario, o in quello rimodulato dall’ente o in altre attività messe a disposizione attraverso il gemellaggio con altro ente?
  2. C2 - Un operatore volontario che interrompe il servizio in questa situazione di emergenza e che alla pubblicazione del prossimo bando avrà già compiuto 29 anni potrà presentare domanda?
  3. C3 - L’operatore volontario che non riprende servizio perché il suo progetto è stato “temporaneamente interrotto” perde l’assegno mensile?
  4. C4 - Come devono essere considerati i giorni di assenza dal servizio di un operatore volontario in isolamento fiduciario o ricoverato in struttura sanitaria a causa del Covid-19?
  5. C5 - Come vanno indicati al Dipartimento i giorni di assenza dal servizio di un operatore volontario in isolamento fiduciario o ricoverato in struttura sanitaria a causa del Covid-19 ai fini del pagamento?
  6. C6 - Che tipo di giustificazione occorre per attestare l’isolamento fiduciario?
  7. C7 - Se un operatore volontario è in isolamento fiduciario o ricoverato in struttura sanitaria, l’ente come riporta tale condizione nel file CSV sul sistema Helios per la riattivazione dei progetti?
  8. C8 - Come ci si comporta, in caso di gravidanza dell'operatrice volontaria, nei mesi che precedono il congedo di astensione obbligatoria?
  9. C9 - Come viene applicato il congedo di astensione obbligatoria o anticipata in caso di progetti riattivati o interrotti temporaneamente?
  10. C10 - L'attestato di svolgimento del servizio deve essere rilasciato ugualmente ad un volontario che decide, per sua impossibilità, di interrompere il servizio in un progetto che, a causa dell'emergenza epidemiologica COVID-19, si protrae nei tempi rispetto all'iniziale data di chiusura?
  11. C11 - Cosa deve fare un operatore volontario nel caso in cui avesse sintomi riconducibili ad un possibile contagio da COVID-19?
  12. C12 - Quali procedure sono previste per l’operatore volontario che presta servizio presso scuole, residenze per anziani o strutture analoghe per le quali è richiesta da un’Autorità pubblica/sanitaria l’effettuazione di tamponi o test sierologici prima della ripresa del servizio o nel caso di rilevazione di possibili contagi?

  1. C1 - Cosa accade ad un operatore volontario che non intende proseguire il servizio nel progetto originario, o in quello rimodulato dall’ente o in altre attività messe a disposizione attraverso il gemellaggio con altro ente?

  2. L’operatore volontario deve comunicare all’ente l’interruzione del servizio, come previsto dal par. 4 delle Disposizioni 14 gennaio 2019 e quindi il contratto di servizio civile universale viene “rescisso”, ossia risolto per sopravvenuto evento eccezionale. Vista la straordinaria situazione di emergenza, l’operatore volontario potrà però presentare nuova domanda di servizio civile ad un futuro bando di selezione, purché sia in possesso dei requisiti di ammissione al servizio civile stabiliti dal bando stesso. Si applica pertanto a questi casi quanto previsto dal punto 5.5 delle richiamate Disposizioni anche qualora fosse stato svolto un periodo superiore ai sei mesi.

    Data ultimo aggiornamento: 10/08/2020
  3. C2 - Un operatore volontario che interrompe il servizio in questa situazione di emergenza e che alla pubblicazione del prossimo bando avrà già compiuto 29 anni potrà presentare domanda?

  4. Allo stato attuale non è possibile che presenti domanda. Il limite dei 28 anni è un requisito previsto da una norma primaria, il d.lgs. 40 del 2017 e, per una sua deroga, è necessario prevedere in futuro una specifica modifica normativa. Il Dipartimento sta lavorando per questa soluzione.

    Data ultimo aggiornamento: 10/08/2020
  5. C3 - L’operatore volontario che non riprende servizio perché il suo progetto è stato “temporaneamente interrotto” perde l’assegno mensile?

  6. No. Agli operatori volontari, l’assegno mensile sarà regolarmente erogato dal Dipartimento anche durante il periodo di interruzione temporanea del servizio, e non sarà conseguentemente corrisposto a partire dal riavvio del servizio per un periodo pari a quello dell’interruzione. Successivamente il Dipartimento provvederà a riprendere regolarmente l’erogazione dell’importo degli assegni mensili rimanenti per il servizio che verrà prestato. Per approfondire e conoscere nel dettaglio la metodologia di calcolo dei compensi già liquidati e di quelli che saranno erogati nei prossimi mesi in funzione delle diverse casistiche leggi qui: https://www.politichegiovanilieserviziocivile.gov.it/dgscn-news/2020/7/pagamentoassegni_periodi_interruzione.aspx.

    Data ultimo aggiornamento: 10/08/2020
  7. C4 - Come devono essere considerati i giorni di assenza dal servizio di un operatore volontario in isolamento fiduciario o ricoverato in struttura sanitaria a causa del Covid-19?

  8. In entrambi i casi tali giorni di assenza si considerano come giorni di malattia straordinaria, che si aggiungono ai 15 giorni di malattia retribuiti previsti dalle Disposizioni del 14 gennaio 2019.

    Data ultimo aggiornamento: 10/08/2020
  9. C5 - Come vanno indicati al Dipartimento i giorni di assenza dal servizio di un operatore volontario in isolamento fiduciario o ricoverato in struttura sanitaria a causa del Covid-19 ai fini del pagamento?

  10. Vanno indicati come giorni di servizio e non come giorni di assenza per malattia, per evitare che il sistema informatico li conteggi come parte dei 15 giorni previsti dalle Disposizioni del 14 gennaio 2019.

    Data ultimo aggiornamento: 10/08/2020
  11. C6 - Che tipo di giustificazione occorre per attestare l’isolamento fiduciario?

  12. Occorre che l’Ente attuatore del progetto segua le procedure individuate a livello regionale, avendo cura di acquisire la documentazione rilasciata dal medico di medicina generale attestante lo stato di isolamento fiduciario e la inserisca nel fascicolo personale dell’operatore volontario

    Data ultimo aggiornamento: 10/08/2020
  13. C7 - Se un operatore volontario è in isolamento fiduciario o ricoverato in struttura sanitaria, l’ente come riporta tale condizione nel file CSV sul sistema Helios per la riattivazione dei progetti?

  14. Nel compilare il file CSV di Helios, l’ente può conteggiare l'operatore volontario come se fosse in servizio. Quando lo stato di malattia termina, può tornare, tenuto conto della relativa normativa regionale, in servizio attivo concordando con l’Ente le modalità che si riterranno opportune.

    Data ultimo aggiornamento: 10/08/2020
  15. C8 - Come ci si comporta, in caso di gravidanza dell'operatrice volontaria, nei mesi che precedono il congedo di astensione obbligatoria?

  16. In considerazione dell’emergenza sanitaria da COVID-19, gli enti possono valutare insieme alle operatrici volontarie in gravidanza l’eventuale opportunità di una modifica delle loro condizioni di servizio o, sulla base di accertamenti sanitari, l’astensione obbligatoria anticipata.

    Come previsto dalle “Disposizioni concernenti la disciplina dei rapporti tra enti e operatori volontari del servizio civile universale” del 14 gennaio 2019, ai sensi del Testo Unico in materia di tutela e sostegno della maternità e paternità, adottato con il decreto legislativo 26 marzo 2001, n.151, il divieto di adibire l’operatrice volontaria allo svolgimento del servizio civile nei due mesi precedenti la data presunta del parto e nei tre mesi successivi il parto (astensione obbligatoria ex art. 16 d.lgs. n. 151/2001) “è anticipato a tre mesi dalla data presunta del parto nel caso in cui le operatrici volontarie siano impegnate in attività che, in relazione all’avanzato stato di gravidanza, siano da ritenersi gravose o pregiudizievoli(astensione obbligatoria anticipata art. 17, comma 1 d.lgs. n.151/2001”.

    Inoltre, l’astensione obbligatoria anticipata “può essere disposta anche (art.17, comma 2): a) nel caso di gravi complicanze della gravidanza o di preesistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza; b) quando le condizioni di lavoro o ambientali siano ritenute pregiudizievoli alla salute della donna e del bambino; c) quando la lavoratrice non possa essere spostata ad altre mansioni.”

    È utile informare tutte le operatrici volontarie della necessità di segnalare lo stato di gravidanza non appena ne vengano a conoscenza per consentire all’ente di adottare misure di prevenzione e protezione, come la modifica delle condizioni di impiego dell’operatrice volontaria (favorendo mansioni non a rischio anche ricorrendo all’attività da remoto) e/o la modifica dell'orario di servizio e di consegnare all’ente la certificazione medica nel caso di astensione obbligatoria anticipata.

    Data ultimo aggiornamento: 10/08/2020
  17. C9 - Come viene applicato il congedo di astensione obbligatoria o anticipata in caso di progetti riattivati o interrotti temporaneamente?

  18. Se durante l’interruzione temporanea del progetto, l'operatrice volontaria entra in congedo di astensione obbligatoria o anticipata, lo comunica all’ente secondo le ordinarie tempistiche ed indicazioni previste nelle “Disposizioni concernenti la disciplina dei rapporti tra enti e operatori volontari del servizio civile universale” del 14 gennaio 2019. 

    E' necessario pertanto, anche nel caso di progetti temporaneamente interrotti, che l’ente dia comunicazione tempestivamente al Dipartimento dell'avvio e del termine del periodo di astensione obbligatoria o anticipata, per consentire allo stesso gli adempimenti di propria competenza, anche in relazione all’adeguamento del trattamento economico dell’operatrice volontaria.

     

    Data ultimo aggiornamento: 10/08/2020
  19. C10 - L'attestato di svolgimento del servizio deve essere rilasciato ugualmente ad un volontario che decide, per sua impossibilità, di interrompere il servizio in un progetto che, a causa dell'emergenza epidemiologica COVID-19, si protrae nei tempi rispetto all'iniziale data di chiusura?

  20. , ma solo se ha effettuato il servizio per più di sei mesi. In tali casi, in considerazione del fatto che l'emergenza COVID-19 è "causa di forza maggiore", si applica quanto previsto dall'art. 18, comma 6 del Decreto Legislativo n. 40/2017.

    Data ultimo aggiornamento: 10/08/2020
  21. C11 - Cosa deve fare un operatore volontario nel caso in cui avesse sintomi riconducibili ad un possibile contagio da COVID-19?

  22. Deve contattare immediatamente il proprio medico di base il quale valuterà la situazione e deciderà se il soggetto dovrà sottoporsi a tampone. In caso il medico ritenesse il soggetto affetto da sintomi riconducibili al virus COVID-19 e l’operatore volontario fosse sottoposto ad isolamento domiciliare (o durante il periodo di attesa tampone), il volontario sarà considerato in malattia straordinaria, dietro presentazione di idonea certificazione medica che attesti una possibile relazione con il COVID-19.

    Data ultimo aggiornamento: 05/10/2020
  23. C12 - Quali procedure sono previste per l’operatore volontario che presta servizio presso scuole, residenze per anziani o strutture analoghe per le quali è richiesta da un’Autorità pubblica/sanitaria l’effettuazione di tamponi o test sierologici prima della ripresa del servizio o nel caso di rilevazione di possibili contagi?

  24. Non esiste una procedura univoca che possa applicarsi a tutti i casi, ma dipende dalla specifica struttura e dalle disposizioni adottate dalle singole Regioni e Province Autonome. E' bene che l’operatore volontario ed il suo Ente di servizio civile di riferimento si raccordino con la struttura di impiego per conoscere la specifica procedura da adottare nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale. Qualora fosse necessario sostenere delle spese per l’effettuazione di test o tamponi in quanto il volontario non fosse ritenuto assimilabile al personale operante presso la sede, l'Ente provvederà ad anticiparle e poi a rendicontare al Dipartimento affinché possano essere rimborsate.

    Data ultimo aggiornamento: 05/10/2020
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