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DOVERI DEGLI ENTI DI SERVIZIO CIVILE

  1. Quali sono i doveri degli Enti di Servizio Civile?
  2. Quale sistema sanzionatorio viene applicato per le condotte illecite degli Enti?
  3. Quale procedura è adottata per l'irrogazione della sanzione?
  4. Quali sono le condotte illecite che determinano l'applicazione delle sanzioni?
  5. Cosa deve contenere il provvedimento sanzionatorio?
  6. Per l’Ente ci sono obblighi di comunicazione, ad altre Istituzioni, di permanenza all’estero del volontario?

  1. Quali sono i doveri degli Enti di Servizio Civile?

  2. Gli Enti sono tenuti ad assicurare una efficiente gestione del Servizio civile universale ed una corretta realizzazione del progetto. Hanno il dovere, pertanto,di attenersi alle regole e ai doveri che vengono di seguito riportati: 

    a) garantire la pubblicità del progetto, attraverso la pubblicazione dello stesso nella home page del sito internet dell’ente per il periodo di vigenza del Bando per la selezione dei volontari e rispettare, nelle procedure per la selezione dei volontari da impiegare in attività di servizio civile, i principi di imparzialità, pubblicità e trasparenza, assicurando ai candidati l’accesso ai documenti, nonché garantire l’osservanza delle disposizioni previste dai bandi per la selezione dei volontari; in particolare pubblicare, al termine della selezione, la graduatoria dei selezionati e degli idonei non selezionati; redigere un elenco, da trasmettere al Dipartimento, con i nominativi dei candidati non idonei o esclusi dalla selezione, comunicando agli interessati il mancato inserimento in graduatoria con l’indicazione della motivazione; pubblicare anche la graduatoria approvata dal Dipartimento successivamente al controllo della sussistenza dei requisiti di cui all’art. 14 del decreto legislativo n° 40 del 6 marzo 2017

    b) rispettare le disposizioni di cui al Decreto Ministeriale 22 aprile 2015, concernente la disciplina dei rapporti tra Enti e volontari del Servizio civile nazionale;

    c) rispettare gli impegni assunti con il Dipartimento, con le Regioni e le Province Autonome, per un’efficiente gestione dei volontari del servizio civile e per una corretta realizzazione dei progetti;

    d) avviare il progetto nel giorno e nel luogo indicato nel provvedimento di approvazione della graduatoria, salvo cause di forza maggiore da comunicare tempestivamente al Dipartimento nonché alle Regioni e Province Autonome, ove competenti;

    e) assicurare al volontario la corresponsione del vitto e dell’alloggio, qualora previsti nel progetto;

    f) garantire al volontario una formazione generale e specifica, che abbiano la durata e che rispettino i contenuti, le modalità e la tempistica indicati nel progetto;

    g) rispettare, per la formazione generale, le disposizioni di cui alla circolare 28 gennaio 2014 concernente il “Monitoraggio del Dipartimento della gioventù e del servizio civile nazionale sulla formazione generale dei volontari in servizio civile nazionale” contenute nel paragrafo “Adempimenti e modalità”, con particolare riferimento ai punti 1 ), 2), 3), 5) e 6) e relativamente alla formazione specifica rispettare le disposizioni di cui al punto 5, lett. c) del Decreto del Capo del Dipartimento della gioventù e del servizio civile nazionale n. 160 del 19 /07/2013 recante le “Linee guida per la formazione generale dei giovani in servizio civile nazionale”;

    h) impiegare, nella realizzazione dei corsi di formazione generale, formatori in possesso dei requisiti previsti dalla circolare 23 settembre 2013 e dal Decreto del Capo del Dipartimento della gioventù e del servizio civile nazionale n. 160 del 19 luglio 2013 recante le “Linee guida per la formazione generale dei giovani in servizio civile nazionale” nonché, nell’ambito dello svolgimento della formazione specifica, i formatori espressamente indicati nella voce 37( per l’estero voce 45), e con le caratteristiche di cui alla successiva voce 38 ( per l’ estero voce 46) della scheda progetto allegata al “Prontuario contenente le caratteristiche e le modalità per la redazione e la presentazione dei progetti di servizio civile nazionale da realizzare in Italia e all’estero, nonché i criteri per la selezione e la valutazione degli stessi”, approvato con Decreto Ministeriale 30 maggio 2014;

    i) impiegare il volontario nel rispetto della sua dignità e personalità assicurando che non vengano posti in essere atti di vessazione fisica e morale;

    l) impiegare il volontario presso la sede di attuazione indicata nel contratto di servizio civile, secondo i piani di azione, l’orario di servizio e l’articolazione settimanale previsti dal progetto;

    m) comunicare al Dipartimento, nei termini indicati al paragrafo n. 4 delle disposizioni approvate con il citato Decreto Ministeriale 22 aprile 2015, le rinunce e le interruzioni dei volontari selezionati per il progetto, nonché comunicare mensilmente tramite il sistema informatico “Helios” le assenze dei volontari che danno luogo ad una decurtazione dell’assegno, le assenze per maternità e per infortuni;

    n) garantire la presenza in sede per almeno dieci ore settimanali, rilevabili attraverso un apposito registro presenze o altra analoga modalità di accertamento delle stesse, dell’operatore locale di progetto designato quale referente del volontario per tutte le questioni inerenti la realizzazione del progetto stesso e conservare detto registro o analoga registrazione presso la sede di attuazione per tutta la durata del progetto;

    o) impiegare il volontario esclusivamente nelle attività indicate nel progetto astenendosi dal chiedere prestazioni o adempimenti non previsti;

    p) garantire, in caso di violazione da parte del volontario dei doveri indicati nel contratto di servizio civile, il rispetto della procedura per l’applicazione delle relative sanzioni descritta nel contratto stesso;

    q) attivare, per quanto di competenza, le procedure per il riconoscimento dei crediti formativi, tirocini e competenze qualora previsti dal progetto, e consentire – sempre per quanto di competenza - al volontario la fruizione di eventuali benefici cui dà diritto la partecipazione alla realizzazione del progetto;

    r) portare a termine il progetto ponendo in essere, in conformità con le finalità previste dalla legge n. 64 del 2001, il complesso delle attività volte al raggiungimento degli obiettivi prefissati;

    s) comunicare le cause che impediscono l’avvio o il completamento del progetto, anche in relazione alle diverse sedi di attuazione dello stesso, entro dieci giorni dal loro verificarsi, al Dipartimento nonché alle Regioni e Province Autonome ove competenti;

    t) effettuare il monitoraggio interno per la valutazione dei risultati del progetto nonché per la verifica degli esiti della formazione svolta;

    u) garantire, secondo quanto previsto dalla normativa di riferimento, l’attività e la presenza del responsabile locale di ente accreditato e di ogni altra figura prevista dal progetto, fatti salvi gli eventuali casi di sostituzione per cause di forza maggiore di cui al paragrafo 6.2 del Testo coordinato e integrato della circolare 3 agosto 2017 e della circolare 12 dicembre 2017, se previamente comunicati all’ufficio competente con le modalità ivi previste e suffragati da idonea documentazione;

    v) garantire l’attivazione delle partnership previste dal progetto e di ogni altro elemento che ha comportato l’attribuzione di un punteggio nella valutazione del progetto.

    Data ultimo aggiornamento: 07/02/2019
  3. Quale sistema sanzionatorio viene applicato per le condotte illecite degli Enti?

  4. L'articolo 3 bis, comma 2, della legge 6 marzo 2001, n.64 prevede l'applicazione di quattro sanzioni amministrative di seguito riportate:

    • diffida per iscritto
    • revoca dell'approvazione del progetto
    • interdizione temporanea a presentare altri progetti della durata di un anno
    • cancellazione dall'ALBO
    Data ultimo aggiornamento: 07/02/2019
  5. Quale procedura è adottata per l'irrogazione della sanzione?

  6. Il procedimento sanzionatorio si instaura con la contestazione scritta dell'addebito che deve essere effettuata dal Dipartimento o da Regione/Provincia Autonoma, tempestivamente, e comunque non oltre quindici giorni decorrenti dal verificarsi dei fatti o dal momento dell'avvenuta conoscenza degli stessi. Qualora la conoscenza dei fatti avvenga a seguito di un'attività di verifica effettuata dal Dipartimento o da Regione/Provincia Autonoma, il termine per la contestazione decorre dalla data della relativa relazione. 
    Essa deve indicare dettagliatamente i fatti oggetto della contestazione e la fattispecie sanzionatoria che si ritiene integrata dal comportamento. Deve altresì contenere il termine, non inferiore a trenta giorni e non superiore a quarantacinque, entro cui gli enti di servizio civile, che hanno comunque facoltà di essere sentiti ove lo richiedano espressamente, possono presentare le proprie controdeduzioni. 
    Trascorso detto termine, nei successivi trenta giorni viene adottato il provvedimento sanzionatorio che conclude il procedimento.
    Il procedimento sanzionatorio viene archiviato qualora le controdeduzioni dell'ente di servizio civile, nei cui confronti è stato instaurato il procedimento stesso, rendano congrue e sufficienti ragioni a sua giustificazione. 

    Data ultimo aggiornamento: 07/02/2019
  7. Quali sono le condotte illecite che determinano l'applicazione delle sanzioni?

  8. Il DPCM 6 febbraio 2009 individua le fattispecie di condotte illecite alle quali conseguono le sanzioni previste dalla legge.

    • Per comportamenti di lieve entità di seguito riportati è prevista la sanzione della diffida per iscritto:
      a. inosservanza delle disposizioni di cui al DPCM del 22/04/2015 recante "Prontuario concernente la disciplina dei rapporti tra enti e volontari del servizio civile nazionale"; 
      b. mancata pubblicità del progetto e inosservanza, nelle procedure selettive, dei principi di trasparenza, di accesso ai documenti, di pubblicità e imparzialità, delle disposizioni previste dai Bandi per la selezione dei volontari, nonché in caso di mancata pubblicità delle graduatorie; 
      c. mancato avvio del progetto nel giorno e nel luogo indicato nel provvedimento di approvazione della graduatoria, ovvero omessa tempestiva comunicazione all'Ufficio nonché alle Regione/Provincia Autonoma, ove competenti, delle cause di forza maggiore che hanno determinato il ritardo nell'avvio del progetto stesso; 
      d. mancato rispetto dell'orario di servizio indicato nel progetto ovvero assenza ingiustificata del volontario presso la sede durante l'orario di servizio; 
      e. mancata osservanza della procedura, descritta nel contratto di servizio civile, per l'applicazione di sanzioni al volontario; 
      f. mancata rilevazione delle presenze dei volontari nonché mancata comunicazione delle rinunce al servizio e delle assenze dei volontari, anche ai fini del trattamento economico; 
      g. inosservanza, per la formazione generale, delle disposizioni di cui alla circolare 28 gennaio 2014 concernente “Monitoraggio del Dipartimento della gioventù e del servizio civile nazionale sulla formazione generale dei volontari in servizio civile nazionale” relativamente ai punti 1), 2), 3), 5) e 6) del paragrafo “Adempimenti e modalità” di detto documento e, relativamente alla formazione specifica, inosservanza delle disposizioni di cui al punto 5, lett. c) del Decreto del Capo del Dipartimento n.160 del 19 luglio 2013 recante le “Linee guida per la formazione generale dei giovani in servizio civile nazionale”;
      h. parziale svolgimento dell'attività di monitoraggio interno, finalizzata alla valutazione dei risultati del progetto nonché alla verifica degli esiti della formazione svolta.
    • La sanzione della revoca dell'approvazione del progetto si applica nel caso in cui gli Enti pongano in essere i seguenti comportamenti:
      a. particolare gravità o reiterazione delle violazioni che comportano l'applicazione della sanzione della diffida; 
      b. mancata corresponsione al volontario del vitto e dell'alloggio qualora previsti dal progetto; 
      c. impiego del volontario in attività non previste dal progetto o presso altre sedi dello stesso Progetto o in altri Progetti; ovvero presso sedi di attuazione non accreditate, fatto salvo quanto previsto dal paragrafo 6) delle disposizioni in materia di disciplina dei rapporti tra Enti e volontari del servizio civile nazionale, approvate con il citato DPCM del 22/04/2015;
      d. violazione dell'impegno di garantire la presenza in sede dell'operatore locale di progetto indicato nella scheda progetto e per il numero di ore previsto e/o mancata formazione degli operatori locali di progetto; sono fatti salvi gli eventuali casi di sostituzione per cause di forza maggiore di cui al paragrafo 6.2 della circolare 9 maggio 2018, se previamente comunicati all'ufficio competente con le modalità ivi previste e suffragati da idonea documentazione.
    • L'interdizione temporanea , della durata di un anno, a presentare altri progetti si applica nel caso in cui gli Enti pongano in essere i seguenti comportamenti:
      a. particolare gravità o recidiva delle violazioni che comportano l'applicazione della sanzione della revoca dell'approvazione del progetto; 
      b. omessa convocazione alle selezioni ovvero omessa comunicazione ai soggetti interessati del mancato inserimento nelle graduatorie ovvero comunicazione dell'esclusione senza indicazione della relativa motivazione; 
      c. mancato svolgimento dell'attività di monitoraggio interno, finalizzata alla valutazione dei risultati del progetto nonché alla verifica degli esiti della formazione svolta; 
      d. mancata comunicazione al Dipartimento nonché alle Regione/Provincia Autonoma, ove competenti, entro il termine di dieci giorni, dell'impedimento all'avvio o al completamento del progetto, anche in relazione alle diverse sedi di attuazione dello stesso, sempre che sussista un giustificato motivo; 
      e. mancato avvio delle procedure per il riconoscimento dei crediti formativi, tirocini e competenze e mancato riconoscimento al volontario dei benefici cui la partecipazione alla realizzazione del progetto dà diritto; 
      f. mancata erogazione della formazione generale ai volontari, nel rispetto del monte ore indicato nel progetto; 
      g. mancato utilizzo, nell'erogazione di corsi di formazione generale, di formatori in possesso dei requisiti di cui alla circolare del 9 maggio 2018 e alle linee guida per la formazione generale dei giovani in servizio civile nazionale approvate ccon Decreto del Capo del Dipartimento della gioventù e del servizio civile nazionale n.160 del 19/07/2013 concernente le “Linee guida per la formazione generale dei giovani in servizio civile nazionale” e accreditati presso l’ente per tale ruolo; sono fatti salvi gli eventuali casi di sostituzione per cause di forza maggiore di cui al paragrafo 6.2 della stessa circolare se previamente comunicati all'ufficio competente con le modalità ivi previste e suffragati da idonea documentazione;
      h. mancato utilizzo dei formatori di formazione specifica indicati nella scheda progetto, fatti salvi gli eventuali casi di sostituzione di cui al punto precedente comunicati e documentati con le medesime modalità;
      i. mancata presenza del tutor o del responsabile locale di ente accreditato indicato nel progetto, secondo quanto previsto dalla normativa di riferimento e fatti salvi gli eventuali casi di sostituzione di cui al precedente punto g) comunicati e documentati con le medesime modalità;
      l. mancata attivazione delle partnership previste dal progetto che hanno inciso sulla valutazione dello stesso e di ogni altro elemento che ha comportato l'attribuzione di un punteggio;
    • La sanzione amministrativa della cancellazione dall'albo degli enti di servizio civile nazionale, che ai sensi dell'art. 3 bis, comma 3, della legge 64/2001 impedisce la reiscrizione negli albi per cinque anni, si applica nel caso in cui gli enti di servizio civile pongano in essere i seguenti comportamenti: 
      a. particolare gravità o reiterazione delle violazioni che comportano l'applicazione della sanzione della interdizione temporanea a presentare altri progetti; 
      b. atti gravemente lesivi della dignità del volontario; 
      c. richiesta ai volontari di somme di danaro; 
      d. mancato avvio del progetto senza un giustificato motivo; 
      e. gravi mancanze nella realizzazione del progetto o di parte rilevante di esso, tali da pregiudicare il conseguimento degli obiettivi e da rendere il progetto stesso estraneo alle finalità previste dalla legge n. 64/2001.
    Data ultimo aggiornamento: 07/02/2019
  9. Cosa deve contenere il provvedimento sanzionatorio?

  10. Il provvedimento sanzionatorio deve:

    • descrivere con esattezza i fatti che hanno dato luogo all'irrogazione della sanzione;
    • contenere una dettagliata e sufficiente motivazione, evidenziando le ragioni che hanno condotto all'individuazione della specifica sanzione;
    • Il procedimento sanzionatorio viene archiviato dal Dipartimento o dalla Regione/Provincia Autonoma qualora le controdeduzioni dell'ente di servizio civile, nei cui confronti è stato instaurato il procedimento stesso, rendano congrue e sufficienti ragioni a sua giustificazione.
    Data ultimo aggiornamento: 07/02/2019
  11. Per l’Ente ci sono obblighi di comunicazione, ad altre Istituzioni, di permanenza all’estero del volontario?

  12. I volontari, entro i 30 giorni precedenti la partenza per il Paese di destinazione, sono obbligati, per motivi di sicurezza, all’iscrizione al sito www.dovesiamonelmondo.it del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale.

    L’Ente titolare del progetto deve verificare l’effettiva iscrizione dei volontari al predetto sito.

    La non iscrizione al sito del Ministero degli Esteri e della cooperazione internazionale preclude la partenza all’estero dei volontari non registrati. L’eventuale partenza all’estero di volontari non registrati comporta l’immediato rientro degli stessi in Italia con addebito agli enti del costo del viaggio di rientro.

    Data ultimo aggiornamento: 17/04/2018
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