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You are welcome 3 - Australia

Andrea  Galli, 04 maggio 2011

Un 'esperienza che ti insegna per una vita

Gennaio 2011... Oggi mi trovo in una calda giornata di piena estate qui a Sydney-Australia.
Da pochi giorni il mio Servizio Civile è ufficialmente finito. Sono molto felice di aver portato a termine questa esperienza e in me si manifesta un appagante senso di compiutezza...Ce l'ho fatta!
E' vero che questa è una piccola soddisfazione se confrontata con altre più grandi sfide, scelte e situazioni nelle quali mi sono trovato. Forse la vera scelta di coraggio è stata di partire per l'Australia dalla lontana Genova o orse è stata quella di progettare in questa terra affascinante, prospera e lontana la mia futura esistenza. Eh sì il mio Servizio Civile è finito ma le circostanze familiari e la fortuna mi hanno dato la possibilità di restare qua con la persona con cui voglio condividere il mio futuro. Perciò mi ritengo fortunato oltre che, senza falsa modestia, abbastanza temerario. Credo che questa temerarietà e spirito di iniziativa appartengano un pò a tutti i ragazzi/e che svolgono Servizio Civile.

Giovani italiani che decidono di servire la Patria con mezzi non armati in Italia oppure all'estero tramite progetti di solidarietà sociale, di assistenza, di promozione culturale.
Lo Stato si fa promotore di un ruolo molto forte fornendo la possibilità al Giovane di imparare a confrontarsi con la diversità, la povertà, il disagio, la solitudine tramite Enti ammirevoli che svolgono quest'opera e accolgono il Giovane nel loro organico per la realizzazione del progetto.

Cosa ho fatto durante il mio Servizio Civile? Ho fatto servizio in un Patronato ovvero una struttura che offre assistenza e consulenza per tematiche relative a questioni pensionistiche e assistenziali. L'attività era quindi focalizzata a fornire assistenza a persone di origine italiana, emigrati in Australia molti anni fa, con diverse esigenze.
In Australia, essendo il tenore di vita abbastanza elevato e il Welfare abbastanza funzionante, non vi sono casi diffusi di povertà estrema tra gli anziani. Vi sono però casi di solitudine diffusa, di disagio emotivo e sociale. Vi sono inoltre molti casi di persone che sono state meno fortunate per motivi di salute e che quindi hanno bisogno di assistenza e ascolto.

Mi sono trovato spesso a non sapere cosa dire. E' facile dare una risposta fredda e burocratica e spesso è doveroso qualora rientri nelle proprie mansioni se bisogna per esempio spiegare quali diritto assistenziali si hanno in relazione a una situazione particolare. Ma quello che mi colpisce è ascoltare la varietà delle storie e la profondità dei drammi a cui è difficile ma giusto dare risposte soprattutto umane. Durante questa esperienza ho incontrato diversi tipi di persone, purtroppo a volte arroganti ma per fortuna più spesso oneste e gentili. Persone che mi hanno raccontato le loro storie di sofferenza, di solitudine, di speranza, di un'emigrazione il cui ricordo è lontano ma ben nitido con le relative paure, le discriminazioni subite così come le opportunità avute.

Spesso ho ascoltato storie di successo e di riscatto sociale. Raramente in tali storie ho percepito rancore o pentimento ma quasi sempre una gran nostalgia. Nostalgia che in un certo senso anche io ho avuto ... Certamente la mia esperienza è ben diversa da quella di chi partiva per terre lontane fuggendo dalla povertà. Però non si può non fare i conti con il fatto che ci sono molti Giovani italiani che ogni anno per motivi familiari o sentimentali, per voglia di avventura o per riuscire a trovare un lavoro migliore, vanno a vivere all'estero.

E' facile generalizzare su questo. Una certa parte della classe politica ci considera, a torto, "traditori" ovvero persone che hanno gettato la spugna nella lotta di rendere migliore il proprio paese considerando più comodo andare a vivere all'estero. Un'altra parte della classe politica ci considera "eroi" poichè con intraprendenza abbiamo deciso di cercare nuove opprtunità nel contempo pubblicizzando, tramite un comportamento corretto e laborioso nonchè un'integrazione impeccabile, il buon nome del nostro paese all'estero. Sono certamente più d'accordo con la seconda ipotesi anche se ripiudo ogni facile generalizzazione (utile per lo più a fini speculativi).

Sono orgoglioso di essere Italiano e sono pronto a integrarmi nella società che mi ha accolto ma nella quale dovrò senz'altro dimostrare il mio valore.

Il Servizio Civile è stata un'opportunità per iniziare questo cammino, per creare un punto di congiunzione, per rendermi più umile ma deciso. Sono quindi ben felice di aver svolto questa esperienza. Nella vita c'è sempre qualcosa da imparare e anche se avevo già svolto molte esperienze, devo ammettere che questa è una delle migliori.

Una bella esperienza unita alla speranza costruttiva di un futuro migliore per tutti e soprattutto per gli umili e gli onesti.... persone alle quali dedico questa testimonianza. 

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