Servizio Civile Nazionale

 
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Insieme si può - Campania

Domenico  Cassese, 18 ottobre 2011

SERVIZIO CIVILE: LA SCELTA CHE MI HA CAMBIATO LA VITA

«È amore che si moltiplica dividendo». La risposta fulminea alla domanda «Cos'è per te il volontariato?» non poteva lasciarmi indifferente. Inizia così la mia esperienza come volontario del Servizio Civile Nazionale.

Ero ad un corso di formazione. Un ragazzo, volontario anche lui, aveva condiviso con noi la sua sensazione frutto di un progetto. Dedicava il suo tempo ai ragazzi disabili, condivideva con loro gran parte della sua giornata: li accompagnava in paese oppure a scuola, ma anche ai centri di riabilitazione. Quell'aforisma, insomma, non era uscito per caso dalle sue labbra. Lo sapeva bene. In fondo era grazie ai suoi ragazzi che quell'amore riusciva a moltiplicarsi!

In quel momento capii che quanto stavo facendo si basava sul dividere e moltiplicare. Ma non si trattava di due semplici operazioni matematiche, non erano calcoli asettici.

La vita mi stava offrendo l'opportunità di giungere ad una soluzione attraverso una porta! Una porta che stavolta era aperta, spalancata. Quando è chiusa troviamo solo diffidenza, pregiudizio, egoismo ... e spesso ne siamo contenti. Perché non c'è fatica, non c'è sforzo. Guardiamo "l'altro" con pregiudizio e il pregiudizio è alla portata di tutti! Se solo pensassimo che le differenze esistono per completarci, mai per dividerci, capiremmo che quando si và al di là di quella porta c'è ben altro, c'è un mondo complementare a quello che avevamo lasciato alle spalle. Non c'è la tranquillità del focolare domestico, e nemmeno lo stress del nostro lavoro, non ci sono i genitori che ci sostengono e nemmeno gli occhi vigili della mamma che ci accompagna al pulmino. C'è lo sguardo di un bambino che ti accoglie con un bacio e ripete il tuo nome ogni mattina mentre lo conduci alla sua scuola. C'è la sua voce, le sue risate, il suo ballare a ritmo di musica.

Lui ricorda benissimo chi sei, te ne sarà riconoscente a vita. Anche se ti ha conosciuto giusto ieri.

Oltre quella porta, insomma, c'è una vita vissuta a 360°. Sudata, spesso umiliata, derisa ... ma combattuta fino in fondo per una " piccola" conquista che per loro equivale alla felicità eterna.

Sono state queste le cause e le motivazioni che mi hanno portato alla scelta di dedicare agli altri un anno della mia vita mettendo da parte ogni remora.

In fondo avrei voluto già da tempo buttar via quelle zavorre che mi ancoravano oziosamente alla mia realtà, intento a seguire il mio tempo, i miei interessi, le mie preoccupazioni. Ma volevo conoscermi e per farlo avevo bisogno di loro. Sentivo l'esigenza di mettermi in gioco!

È stato così che ho iniziato a conoscere l'altra faccia della medaglia: non il mondo che vive ma quello che sopravvive, non il mondo che finge ma quello che fa sul serio. Quello che ... se ama ama col cuore, se soffre lo fa fino in fondo. E non c'è nessuna farsa!

La realtà la vedi per quella che è con i suoi problemi, le sue mille ristrettezze economiche: dai beni di prima necessità, allo zainetto, alle penne, ai quaderni.

E, a chi mi chiede «Cosa ci fai qui?», io dico con orgoglio di essere un volontario. E non occorrono altre spiegazioni.

Dal 4 Aprile 2011 faccio parte del Servizio Civile Nazionale.

Il Servizio Civile Nazionale, come evoca il nome, è un modo per difendere la propria Patria in maniera volontaria. Il suo "dovere" è sancito nell'articolo 52 della Costituzione. Difendere la patria non vuol dire, quindi, proteggerne i confini bensì "condividere valori comuni e fondanti l'ordinamento democratico".

Essere volontario significa innanzitutto formarsi, educarsi, "modellarsi" al rispetto degli altri. Possono diventarlo i giovani di tutta Italia di età compresa tra i 18 e i 28 anni. Un'occasione che capita una sola volta nella vita e chissà che non possa essere l'inizio di altre "missioni" umanitarie.

Il progetto nel quale lavoro si chiama "Insieme si può", mi occupo di assistenza ai disabili ma preferisco chiamarli così: Antonio, Angelo, Pasquale, Soraya, Vincenzo, Judith. Perché loro, come noi, hanno un volto, uno sguardo, una sensibilità ... Insomma quel mix vincente che, puntualmente, ogni mattina, mi spinge a rivederli!

Come sarebbe bello fare di questa passione la mia vita, vorrei che durasse più di un anno e che un'esperienza ricca come questa potesse essere di chiunque, per cambiare gli animi, le mentalità. Come sarebbe bello se anche il mondo del lavoro si esprimesse in questo modo, se al posto della competizione ce ne fosse una più sana nella quale poter gareggiare per fare il bene ... 

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