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15^ ASSEMBLEA NAZIONALE RAPPRESENTANZA DEI VOLONTARI DI SERVIZIO CIVILE - 26-27 SETTEMBRE 2014 VERBALE

XV Assemblea Nazionale Rappresentanza dei Volontari di Servizio Civile
Roma, 26-27 Settembre 2014
VERBALE

Venerdì 26.09.2014
Apertura dei lavori ore 14:00
La Rappresentante nazionale Antonella Paparella dà inizio ai lavori dell’Assemblea.

Saluti istituzionali e situazione del Servizio civile nazionale
Interviene il Capo Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale Cons. Calogero Mauceri.

Il Cons. Mauceri si presenta e ricorda che il servizio civile (SC) affonda le proprie radici nell’obiezione di coscienza e la sua base è l’articolo 52 della Costituzione, sulla difesa della patria. Il valore alla base del servizio civile è l’impegno civico verso la collettività e l’obiettivo del dipartimento è quello di rigenerare la partecipazione. Il SCN è stato istituito 10 anni fa e a parte gli ultimi due anni in cui la politica sembrava distante dal tema, con l’attuale governo il SC è tornato al centro della politica.

Per l’ultimo bando del 2013 sono arrivate 96.000 domande e solo 15.000 sono state accolte a causa della mancanza di risorse. L'impegno del governo si è concretizzato in un disegno di legge delega in cui un capitolo importante è la rivalutazione del SC. La delega è stata affidata al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Poletti e al sottosegretario Luigi Bobba. Tutte le risorse disponibili sono state messe nel prossimo bando che uscirà a fine 2014 o inizio 2015, per 25.000 posti.

Il finanziamento del SC è stato possibile anche grazie ai fondi strutturali della Garanzia Giovani. Una delle misure di accompagnamento al lavoro è il SC. L'Europa ha deciso di scommettere su questa misura perché il SC comporta un accrescimento di competenze e un mettersi in gioco che porta con sé un cambiamento positivo in termine di competenze non solo professionali ma anche di impegno civile, comportando trasformazioni utili per tutta la società. La garanzia giovani è di competenza regionale e a tale livello stanno uscendo i bandi. Le prime notizie che giungono dalle regioni sono incoraggianti: in Emilia Romagna sono arrivate domande 10 volte superiori rispetto all'offerta, lo stesso in Piemonte.

Il Consigliere si impegna a sviluppare e coltivare un rapporto più diretto con la Rappresentanza e con i volontari non solo all'interno della Consulta istituzionalizzando strumenti di comunicazione più diretta.

In occasione del semestre europeo dell’Italia, Renzi rilancerà l’idea del Servizio Civile Europeo attualizzando il concetto di patria e nazione. Il 30 e 31 ottobre a Milano ci sarà un evento dedicato proprio al SC in Europa e l’idea è che i Volontari partecipino tramite la Rappresentanza. Mauceri continua, dicendo che stanno lavorando con altri 6 paesi europei ad un progetto pilota in vista di un SC Europeo. Il progetto prevede di mettere a confronto le esperienze italiana, francese e tedesca, elaborare una matrice comune e sperimentare una forma di SC comune ai 3 paesi; l'Italia sarà leader, gli altri paesi saranno osservatori. In seguito alla sperimentazione ci sarà un rapporto che fungerà da base per un futuro SC Europeo. Si è iniziato a lavorare anche ad un protocollo di intesa per fare uno scambio di volontari in condizione di reciprocità con alcuni paesi europei (Francia, Germania, Lussemburgo).

Mauceri conclude, prima di lasciare l’aula, dicendo che sulla base del SCN all’estero sono in fase di creazione i nuovi Corpi Civili di Pace.

In seguito interviene il Dott. Raffaele De Cicco, direttore dell'Ufficio SCN.
De Cicco si presenta e illustra la logica seguita dal Dipartimento. Il centro delle trasformazioni sociali sono i giovani, e illustra le trasformazioni del servizio civile negli anni a seconda dei vari contesti storici. Ad oggi difesa della Patria significa difesa del rapporto tra cittadino e istituzioni che si sta lacerando; i giovani, a causa dell'altissimo tasso di disoccupazione giovanile, sono al centro di questa lacerazione del rapporto con le istituzioni, quindi la mission del SC è salvaguardare il rapporto tra i giovani le istituzioni democratiche. Il SC, segue, deve servire a dare ai giovani delle competenze che un domani possano essere utili all’ingresso nel mondo del lavoro.
In seguito De Cicco illustra, perché il SC è stato inserito nella Garanzia Giovani:

  1. Il SC opera in un settore che da qui a 20 anni occuperà la maggior parte delle persone: servizi alla persona, ambiente, beni culturali.
  2. è uno strumento formidabile perché da anni predichiamo la formazione dal basso e partecipativa, interagendo tutti i giorni con l'OLP.

Con la Garanzia Giovani si introdurrà il riconoscimento delle competenze che poi verrà trasferito al SC per aiutare i giovani ad essere indirizzati nel mondo del lavoro. Tutto questo avverrà con il supporto dell’Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori (ISFOL) Quando il piano ISFOL verrà messo in pratica il Dipartimento dovrà stipulare dei protocolli d'intesa con diversi istituti pubblici per facilitare l'ingresso in graduatoria dei volontari in SC. Questa è una parte di normativa esistente mai messa in pratica. Conclude invitando l’assemblea a unirsi allo sforzo dell’Ufficio Nazionale in questa direzione.

Interviene Giovanni Bastianini, presidente della Consulta Nazionale per il Servizio Civile.

Bastianini si presenta e racconta come alcuni Rappresentanti Nazionali sono riusciti nell’impresa di farsi riconoscere come interlocutori anche da attori esterni al mondo del SC grazie a capacità d'iniziativa e voglia di mettersi in gioco. In seguito illustra le criticità del mondo del lavoro giovanile dovuto all’eccesso di burocrazia. Continua dicendo che del SC bisogna rottamare i progetti e sostituirli con qualcosa di specifico, ma diverso da quello che c'era prima dei progetti cioè l’uso dei volontari come manodopera a basso costo. Conclude dicendo che lo Stato è bene che decida cosa vuole fare con i suoi volontari con progetti a lungo termine, invece di affidarsi a piccoli progetti ad hoc.

Interviene l’On. Francesca Bonomo deputata del Partito Democratico.

Bonomo comincia dicendo che nonostante gli sforzi fatti in passato, un bando da 15.000 posti rimane un bando di élite che seleziona ragazzi con esperienze pregresse, mentre l’obiettivo è quello di un Servizio Civile Universale, per tutti. Il governo Renzi si è posto l’obiettivo di raggiungere la quota di 100.000 volontari entro tre anni con almeno 1.000 volontari impegnati all’estero per dare a tutti l’opportunità di svolgere il SC, anche a quei ragazzi che sono esclusi e abbandonati. L’apertura oltre i confini nazionali prevede anche una possibilità di fare 2 mesi di servizio in un paese europeo.

Continua dicendo che l’apertura del bando agli stranieri è stata un’esperienza molto arricchente. Non deve essere uno strumento per cambiare la legge sulla cittadinanza, ma un modo per avvicinare alla nostra comunità dei ragazzi che vogliono diventare italiani. Esprime soddisfazione per aver legato la Garanzia Giovani (GG) al Servizio Civile ma rimangono alcune perplessità sulla gestione regionale della GG che non garantisce uniformità.

Anche Bonomo ritorna sulla sperimentazione, preludio per un SC europeo. Per quanto riguarda la riforma, dice, è stata portata avanti all’interno della riforma del terzo settore e si spera possa arrivare al Senato entro dicembre. Conclude dicendo che c'è l'impegno del governo a portare avanti la riforma del voto all’estero.

Rispondendo ad alcune domande infine dice che:

Il riconoscimento dello status del volontario potrebbe aprire anche a tutta una serie di convenzioni a livello locale. La legge delega dà solo una cornice per definire come riformare uno strumento. Nei decreti attuativi Bobba approfondirà tutti questi aspetti. Per il momento ci sono 50 milioni sulla legge delega. La battaglia poi sarà nel racimolare i fondi e nel controllare che i decreti attuativi contengano tutti i punti necessari.

Lo SVE confluirà nel SC europeo che per noi dev'essere un cambiamento di visione: dal semplice volontariato ad uno strumento di cittadinanza europea. Quando e se avremo uno strumento di difesa europeo Bonomo si augura di avere anche uno strumento di difesa civile non violenta. Aggiunge che rendere il SC universale non rischia di annacquarlo se il percorso di crescita include anche altre istituzioni. Già è stato sensibilizzato il Ministero dei Beni Culturali e dell'Ambiente. Il Governo vuole avviare un dialogo con il Ministero degli Interni per una mappatura dei beni confiscati alla mafia.

Afferma, inoltre, che gli stranieri sono più un valore che un problema. Il Governo sta aspettando una pronuncia della Corte di Cassazione. Conclude dicendo che il Governo avrebbe potuto avere più coraggio, anticipando i giudici, ma non è avvenuto.

Elezione dei rappresentanti regionali e candidature a rappresentante nazionale

Si riprende l'assemblea introducendo i Rappresentanti Nazionali in carica e con la presentazione dei mezzi di comunicazione della Rappresentanza (sito della rappresentanza e pagina Facebook) e la presentazione delle delegazioni regionali presenti.

Si iniziano i lavori assembleari con la nomina della segreteria tecnica (Barbara Cabiddu e Beatrice Foffani) e del Presidente (Margherita Vismara).

Le delegazioni si riuniscono per eleggere i rappresentanti regionali e gli addetti alla comunicazione.

Si riprendono i lavori nominando i rappresentanti regionali:
Delegazione Lazio:
1) Lentini Guglielmo (rappresentante)
2) Volpari Elisa
3) D'Amico Edda M.
4) Natale Roberta
5) Cilenti Jessica (responsabile comunicazione)

Delegazione Piemonte:
1) Seidenari Maria Elena (rappresentante)

Delegazione Sardegna:
1) Vacca Sara (rappresentante)

Delegazione Molise:
1) De Santis Gianluca (rappresentante)

Delegazione Liguria:
1) Airò Marco (rappresentante)
2) Orazzini Ilaria (responsabile comunicazione)
3) Calzolari Chiara

Delegazione Emilia Romagna:
1) Sciore Laura (rappresentante)
2) Cinotti Glenda (responsabile comunicazione)
3) Caselli Cecilia
4) Pasini Giulia

Delegazione Sicilia:
1) D'Agata Michele (rappresentante)
2) Restivo Ambra (comunicazione)
3) D'Urso Eduardo

Delegazione Calabria:
1) Valentina Elia (rappresentante)
2) Cacciola Candeloro Francesco

Delegazione Veneto:
1) Gallizia Silvia (rappresentante)
2) Bastos Salazar Caroline
3) Foffani Beatrice (comunicazione)
4) Chiarelli Marco

Delegazione Umbria:
1) Belloni Kelly (rappresentante)

Delegazione Friuli Venezia Giulia:
1) Valenti Olymar (rappresentante)
2) Grazzini Elena (comunicazione)

Delegazione Trento:
1) Vaccari Tommaso (rappresentante)

Delegazione Abruzzo:
1) Colaiuda Elisa (rappresentante)
2) Zepponi Giannenrico (comunicazione)

Delegazione Puglia:
1) Gasparro Valentina

Delegazione Marche:
1) Burdo Arianna (rappresentante)
2) Saldari Esther (comunicazione)

Delegazione Toscana:
1) Samoni Lorenzo (rappresentante)
2) Berti Giovanni
3) Marucci Cristina (comunicazione)
4) Del Testa L. assente

Delegazione Estero:
1) Coluccino Luigi (rappresentante)
2) Prudentino Valentino (comunicazione)
3) Violi Francesco

Delegazione Lombardia:
1) Rebosio Erika (rappresentante)
2) Galasso Silvia
3) Rossi Federica (comunicazione)
4) Pinoni Desiré

Delegazione Val d'Aosta:
1) Dialley Michael

Delegazione Campania:
1) Mughetto Melissa (rappresentante)
2) Casale Salvatore
3) Bianco Mario
4) Gabrieli Davide (comunicazione)
5) Schiano Lorenzo

Alle ore 19.00 raggiunge l'assemblea Silvia Conforti rappresentante nazionale uscente che prende la parola e racconta la sua esperienza di volontaria e di rappresentante evidenziandone le difficoltà ma anche le soddisfazioni.

Alle 19.15 inizia la presentazione delle candidature per la Rappresentanza Nazionale:
Si presentano per l’estero:

  • Francesco Violi (Caritas Italiana – Kosovo)
  • Luigi Coluccino (ACLI – Parigi)
  • Valentino Prudentino (Papa Giovanni XXIII – Russia)

Si presentano per il centro:

  • Edda D'Amico (Proteo Fare Sapere – Lazio)
  • Giovanni Berti (Comune di Firenze – Toscana)
  • Gianluca de Santis (Agenzia Agorà – Molise)
  • Elisa Volpari (Associazione Volontariato Oncologia – Lazio)

Ore 20 chiusura dei lavori


Sabato 27.09.2014
Ore 9.30 riapertura dei lavori, 55 presenti


Descrizione dei compiti dei delegati e rappresentanti, elezione dei rappresentanti nazionali e presentazione sui Corpi Civili di Pace (CCP)

Viene presentata l’agenda della giornata. La rappresentante nazionale uscente Silvia Conforti spiega il ruolo e i compiti della rappresentanza nazionale, il funzionamento dell’Ufficio Nazionale, della Consulta, la classificazione degli Enti. Viene sottolineata l’importanza della sinergia con gli Enti che si battono maggiormente per il SC e di mantenere il rapporto vivo con i principali interlocutori della politica. Grazie al dialogo con l’ On. Bonomo, la Rappresentanza è riuscita a dare un gran contributo alla riforma del terzo settore. Si raccomanda infine con i Rappresentanti Nazionali di essere sempre vigili e attenti a quello che accade, nonostante le difficoltà e i tanti impegni.

L’altra rappresentante uscente, Margherita Vismara, spiega il ruolo e i compiti delle delegazioni regionali che si impegneranno a tenere i rapporti con i volontari. I regionali possono organizzare assemblee regionali a cui invitare tutti i volontari. I rappresentanti regionali sono responsabili di redigere la relazione periodica sulle attività della delegazione che verranno successivamente pubblicate sul sito. Il rappresentante regionale è il referente con cui i rappresentanti nazionali si relazionano in prima istanza. Incoraggia, alla fine, a prender parte ai momenti di formazione dei volontari per far conoscere le attività della rappresentanza.

I rappresentanti nazionali, continua Margherita, hanno il compito di partecipare alla consulta, coordinare tutte le delegazioni, redigere la relazione e diffonderla, organizzare le assemblee nazionali e curare il rapporto con i media. Inoltre hanno il compito di raccogliere le relazioni, le mozioni e gli spunti che arrivano dalle delegazioni.

Si parla infine del percorso per diventare formatori e del modulo di formazione sulla rappresentanza.

Prende parola Antonella Paparella che anche a nome di Yuri Broccoli sottolinea l’impegno che dovranno metterci i nuovi rappresentanti nazionali. Spiega che questo che stiamo vivendo è un momento di svolta e in cui, grazie al lavoro svolto, il peso della rappresentanza è importante e che finalmente veniamo ascoltati. Ringrazia le rappresentanti uscenti per il lavoro svolto e chiede ai futuri eletti di prendere l’incarico con serietà sapendo sempre che si può contare l’uno sull’altro. La rappresentanza è veramente un’opportunità di fare qualcosa di concreto, conclude.

Aggiunge Yuri Broccoli che chi verrà eletto non deve mai perdere la pazienza, capita di andare a sbattere contro i muri, ma fa parte del gioco non bisogna demoralizzarsi ma perseverare e andare avanti.

Ore 10.15 prendono parola i candidati per ripresentarsi.

Ore 10.20 si insedia la commissione elettorale e spiega il funzionamento del voto. Si procede alle votazioni.

Ore 11.00 spoglio delle schede

CENTRO:
De Santis Gianluca (Molise) 8 voti
D'Amico Edda Maria (Lazio) 8 voti
Volpari Elisa (Lazio) 6 voti
Berti Giovanni (Toscana) 2 voti

ESTERO:
Violi Francesco (Estero) 15 voti
Coluccino Luigi (Estero) 7 voti
Prudentino Valentino (Estero) 4 voti

1 scheda nulla
1 scheda contestata che presenta solo il nome “Edda”.

Ore 11.05 la commissione sospende lo scrutinio per decidere in seduta separata sulla scheda di dubbia validità. L'assemblea rimane in attesa della decisione della commissione elettorale

Ore 11.45 ripresa lavori mentre la commissione resta in riunione.

Margherita Vismara introduce la Prof.ssa Luisa Del Turco del Centro Studi di Difesa Civile, la quale spiega lo stato del processo per la costituzione dei Corpi Civili di Pace.

Del Turco piega che allo stato attuale non ci sarebbe la possibilità per chi ha già svolto il SC di fare questa esperienza. Spiega inoltre che l’operatore di pace deve avere competenze particolari come l’analisi, la gestione e la trasformazione del conflitto. Si ritiene quindi che per i CCP sia utile un età più elevata perché si richiede molta esperienza. Si sofferma sul concetto di trasformazione del conflitto che è l’obiettivo dei CCP.

Racconta, inoltre, della costituzione del Tavolo Interventi Civili di Pace che dal 1999 ha sviluppato diverse proposte di interventi civili non armati. Spiega come un emendamento alla legge di stabilità 2013 preveda l’invio in via sperimentale di Corpi Civili di Pace con un finanziamento triennale a partire dal 2014. Per l’attuazione dell’emendamento è necessario un decreto che regoli questo tipo di esperienza, dopodiché si procederà con l’apertura di un bando straordinario di SC per dare avvio alla sperimentazione.

Rispondendo ad alcune domande spiega anche che la prospettiva futura è quella di aprire un dipartimento autonomo che possa gestire i Corpi Civili di Pace, la Protezione Civile e il Servizio Civile Nazionale. Il primo passo è la creazione di un Dipartimento per la Difesa Civile non Armata, ed è in corso una raccolta firme per una legge di iniziativa popolare.

Ore 12.25 i Rappresentanti Nazionali sono stati convocati dalla commissione elettorale per esprimere un parere sulla scheda contestata.

Ore 12.30 torna la commissione elettorale per comunicare la decisione presa.

Dopo una discussione lunga e complicata la commissione a maggioranza ha deciso di considerare valida la scheda contestata perché presenta una palese intenzione di voto.

Edda Maria D'Amico e Francesco Violi vengono proclamati Rappresentanti Nazionali rispettivamente per l’area Centro ed Estero.

Mozioni

1. Regolamento interno della Rappresentanza
Margherita Vismara presenta il regolamento della Rappresentanza approvato alla scorsa assemblea e le proposte di modifica per includervi la possibilità di sfiduciare delegati e rappresentanti regionali e nazionali. Vengono presentati i criteri per la mozione di sfiducia per i delegati, rappresentanti regionali e nazionali e la procedura di sfiducia.

Art. 17. Mozione di sfiducia nei confronti di delegati e rappresentanti regionali
Qualora un delegato o rappresentante regionale dovesse dimostrarsi assente dalle attività della Delegazione Regionale e della Rappresentanza, la Delegazione di cui fa parte può votare una mozione di sfiducia.

Un delegato può essere sfiduciato quando:
2) non interviene mai sul Google Group e via mail nelle discussioni interne alla Rappresentanza;
3) non presenzia alle attività organizzate dalla delegazione e non ne organizza;
4) è assente non giustificato per due Assemblee Nazionali di seguito;
5) non presenzia alle riunioni della delegazione e alle assemblee regionali;
La procedura di sfiducia può essere avviata quando almeno due dei suddetti criteri sono soddisfatti.

Un rappresentante regionale può essere sfiduciato quando:
6) non interviene mai sul Google Group e via mail nelle discussioni interne alla Rappresentanza;
7) non presenzia alle attività organizzate dalla delegazione e non ne organizza;
8) è assente non giustificato per due Assemblee Nazionali di seguito;
9) non presenzia alle riunioni della delegazione e alle assemblee regionali;
10) non consegna la relazione sulle attività della delegazione all'Assemblea Nazionale;
La procedura di sfiducia può essere avviata quando almeno due dei suddetti criteri sono soddisfatti.

La mozione deve essere trasmessa ai rappresentanti nazionali tramite lettera firmata da almeno il 75% dei delegati della delegazione o dal 50% per delegazioni con meno di tre delegati. Per le delegazioni in cui più di un delegato è passibile di sfiducia e questo non permette il raggiungimento del quorum, la proposta è inoltrata comunque ai nazionali che, sentiti i rappresentanti regionali, decidono se inoltrare la richiesta al Dipartimento.

I delegati o rappresentanti regionali interessati dalla procedura di sfiducia hanno diritto a ricevere notifica per iscritto (anche via mail) dell'avvio della procedura nei loro confronti entro 30 giorni dalla ricezione della lettera da parte dei rappresentanti nazionali. I delegati o rappresentanti interessati hanno 30 giorni a partire dalla notifica per rispondere alla lettera di sfiducia. Dopodiché, se non vi è alcuna risposta, la procedura prosegue. Se invece giunge una risposta e i rappresentanti nazionali decidono, consultati i delegati regionali, di procedere comunque, i nazionali hanno 30 giorni per scrivere una motivazione della decisione ed inviarla all'interessato. Ai fini del computo dei giorni sono considerate valide le date di invio della comunicazione. È buona pratica accertarsi telefonicamente della ricezione delle comunicazioni.

La richiesta di sfiducia è inoltrata dai rappresentanti nazionali al Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, il quale procede all'ufficializzazione della decadenza e alla nomina del candidato non eletto che abbia ricevuto il più alto numero di voti. Nel caso di sfiducia di un rappresentante regionale, la delegazione può proporre un nuovo nominativo al Dipartimento, sentiti i rappresentanti nazionali.

Art. 18. Mozione di sfiducia nei confronti dei rappresentanti nazionali
Qualora uno dei rappresentanti nazionali dovesse dimostrarsi assente dalle attività dell’Assemblea Nazionale e della rappresentanza, 5 rappresentanti regionali o 2 rappresentanti nazionali, possono proporre una mozione di sfiducia da inviare tramite lettera firmata (anche elettronicamente) a tutti i membri della Rappresentanza.

Un rappresentante nazionale può essere sfiduciato quando:
11) non interviene mai sul Google Group e via mail nelle discussioni interne alla Rappresentanza,
12) è assente non giustificato per due Assemblee Nazionali di seguito;
13) è assente non giustificato per due riunioni della Consulta di seguito;
14) non presenzia alle altre attività della Rappresentanza;
15) non consegna la relazione sulle attività dei rappresentanti nazionali all'Assemblea Nazionale.
La procedura di sfiducia può essere avviata quando almeno due dei suddetti criteri sono soddisfatti.

L'interessato ha diritto di notifica e di risposta nei termini dettati dall'art. 17. La mozione di sfiducia dovrà essere presentata alla prima Assemblea utile assieme all'eventuale lettera di risposta dell'interessato, discussa e votata a maggioranza del 75% per le prime due votazioni e poi a maggioranza semplice dei presenti. I proponenti sono tenuti a notificare la decisione dell'Assemblea all'interessato motivandola e ad inoltrare la richiesta di decadenza al Dipartimento. Il Dipartimento provvederà quindi all'ufficializzazione della decadenza e alla nomina del candidato non eletto che abbia ricevuto il più alto numero di voti.

Commenti alle proposte di modifica del regolamento:

  • Viene sollevata dalla delegazione Lombardia la questione sulla compatibilità dell'incarico di rappresentanza con l’interruzione anticipata del servizio civile. Viene chiarito dai rappresentanti del Dipartimento che in caso di dimissioni dal servizio si decade anche dalla carica di delegato, che passa al candidato che abbia ricevuto il maggior numero di voti.
  • Si discute sulla possibilità di sostituire, in caso di sfiducia, un delegato eletto nel bando precedente con il primo dei non eletti nel bando più recente. La discussione in aula verte sull'efficacia della sostituzione di un nuovo a un vecchio e sulla sua rappresentatività, visto che un nuovo delegato non potrebbe rappresentare i volontari che avevano votato per un'altra generazione di candidati. La discussione si porta anche sul caso limite delle regioni con un solo delegato. Viene proposto di preparare due mozioni che si occupino di queste due casistiche: 1) possibilità di sfiduciare un delegato eletto nel corso del bando precedente; 2) meccanismo di sfiducia per delegazioni con un solo delegato.

  46 favorevoli
  2 contrari
  1 astenuto

  • Viene richiesta la modifica dell'articolo 15 del regolamento “proposte di riforma della rappresentanza e del presente regolamento” aggiungendo la dicitura “eventuali proposte di riforma del presente regolamento devono essere presentate all'assemblea e approvate a maggioranza semplice dei presenti”. La proposta è approvata con:

  48 voti favorevoli
  1 astenuto

Il regolamento viene approvato all'unanimità con la riserva di preparare due mozioni (una sui delegati vecchi e una sulle delegazioni con unico delegato).

2. Mozione sul trattamento dei dati personali dei volontari
I rappresentanti nazionali presentano la seguente mozione per riottenere dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile l'accesso agli indirizzi email dei volontari.

In seguito al diniego da parte del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale di comunicare gli indirizzi email dei volontari ai membri della Rappresentanza nazionale per questioni di privacy, la Rappresentanza chiede che venga inserita nel contratto di Servizio Civile una delibera per il consenso al trattamento dei dati personali che permetta la trasmissione dei contatti email ai membri della Rappresentanza per gli scopi e secondo le modalità proprie della Rappresentanza stessa, ai sensi del D.Lgs. 196/2003 "Codice in materia di protezione dei dati personali"

La mozione è approvata all’unanimità

3. Qualifiche degli operatori locali di progetto (OLP)
La delegazione Emilia Romagna propone di introdurre dei requisiti minimi più chiari per fare l'OLP: non solo un periodo di formazione, ma esperienza pregressa nell'ambito del progetto, età minima superiore all'età massima per i volontari.

In seguito alla discussione in aula sui criteri minimi (età, titolo di studio, conoscenza del servizio civile, ecc.), i nazionali si impegnano a controllare i requisiti per fare l'OLP. La rappresentanza chiederà al dipartimento un colloquio per definire meglio la figura dell'OLP e l'eventualità di prevedere requisiti minimi quali la conoscenza delle dinamiche del servizio civile e la possibilità di una procedura di segnalazione per gli OLP non rispondenti alle caratteristiche richieste.

I nazionali ricordano che uno dei risultati ottenuti è quello di inserire un modulo sulla rappresentanza durante la formazione generale e la possibilità di presentare il modulo a novembre durante il corso di formazione degli OLP a Roma.

La delegazione Emilia Romagna ritira la mozione sugli OLP e si decide di creare un gruppo di lavoro formato da: DELEGAZIONE PIEMONTE, VENETO EMILIA ROMAGNA, GUGLIELMO LENTI

4. Mozione per l'istituzione della figura del referente provinciale di progetto
La mozione è presentata dalla delegazione Emilia Romagna.

1. Istituire a livello nazionale la figura del Referente provinciale di progetto; ossia: durante l'assemblea regionale, del 10 Luglio a Bologna, la candidata Laura Sciore (in seguito eletta delegata regionale E.R.), mentre presentava il suo programma elettorale ha esposto l'idea di poter introdurre la nomina alla carica di "informatori di progetto" (meglio ridefinita come “referente provinciale di progetto”); a seguito della nomina, la neodelegazione (composta da: la su nominata, Glenda Cinotti, Cecilia Caselli, Giulia Pasini) ha espresso accordo a riguardo ed ha elaborato il seguente ragionamento:

  • Candidatura a referenti di progetto. Aperta ai coloro che durante le elezioni per i delegati regionali si sono candidati e non sono stati eletti oppure non si sono candidati. Saranno scelti: 1 tra volontari di scn e 1 tra volontari di scr.
  • Modalità di votazione. I candidati potrebbero essere votati fra i volontari tramite singole assemblee provinciali, convocate appositamente dai COPRESC (senza la presenza dei delegati, qualora non fossero presenti nelle rispettive province, a meno che non ci venga fatta richiesta di parteciparvi) dopo la loro elezione si potrebbe poi convocare un’assemblea regionale.
  • Elezione. Sono da definire meglio i Compiti degli eletti. In sostanza potrebbero essere: informare i delegati regionali su eventuali problematiche o potenzialità dei progetti a cui partecipano i volontari in servizio.

La delegazione Emilia Romagna chiarisce che questa figura fungerebbe da raccordo tra volontari e delegazione regionali e si appoggerebbe alla struttura dei COPRESC, che in Emilia Romagna sono prvisti dalla legge sul servizio civile regionale per promuovere il lavoro di rete tra i diversi soggetti coinvolti nel servizio civile (Art. 6 Legge regionale 20 ottobre 2003, n. 20). In seguito alla discussione in aula sul rischio di creare un ulteriore livello di delegati con compiti simili a quelli dei delegati regionali, l'assemblea decide di appoggiare la sperimentazione in Emilia Romagna in via informale e, in caso di successo, di di estenderla successivamente ad altre regioni. Si incoraggia la delegazione Emilia Romagna ad approfondire la collaborazione coi COPRESC e tutte le delegazioni ad esplorare possibilità di creare dei coordinamenti tra enti, delegati e volontari sul modello del coordinamento spontaneo della regione Veneto.
Discussione in aula.

I punti 2, 3, 4, 5 della mozione vengono ritirati dalla delegazione per le seguenti motivazioni:

  • punto 2: non vi era tempo per discutere adeguatamente la questione e si è ritenuto che fosse possibile attivarsi individualmente aderendo ad iniziative già presenti nei singoli territori di appartenenza;
  • punti 3 e 4: le questioni sono state ampiamente dibattute durante le due giornate di Assemblea e le delegate hanno avuto occasione di porre le domande che ritenevano opportune agli ospiti competenti in materia;
  • punto 5: i tempi non consentivano un’ampia presentazione di quanto emerso dall’Assemblea regionale dei volontari dell’Emilia Romagna e alcuni temi sono stati dibattuti durante le due giornate di Assemblea Nazionale, si è quindi scelto di limitarsi e condividere on-line il verbale redatto dalle delegate e rimandare eventuali discussioni su temi specifici.

Si riporta di seguito il testo originale dei punti sopracitati:
2. Possibilità di collaborare con “Emergency”. Ci piacerebbe poter condividere con l'assemblea la possibilità di organizzare le modalità di una raccolta fondi per l'emergenza “ebola” coinvolgendo, associazioni locali, volontari, scuole…

3. Approfondire la tematica dei Controlli da parte della regione negli enti

4.Approfondire e arricchire le notizie sul programma “garanzia giovani”

5.Condivisione del resoconto della “VI assemblea regionale dei volontari in SCN in Emilia Romagna”


5. Proposte di altre attività della Rappresentanza
Salvatore Casale, delegazione Campania, presenta una mozione su tre punti:
1. Modifica attestato fine servizio Civile per certificare le competenze
2. Campagna Nazionale per Obiettori Israeliani
3. Convegno Nazionale o Regionali sull’anniversario della Legge sull’obiezione di coscienza.

1-Modifica attestato fine servizio Civile per certificare le competenze
Attualmente l'attestato di fine SC è semplicemente un documento proforma in cui si dichiara che il volontario ha terminato il suo percorso presso l'ente in questione. Questo tipo di attestato non certifica in nessun modo quelle competenze che il ragazzo ha sviluppato durante il suo progetto. Molte attività che svolazzi durante l'anno di SC permettono di sviluppare delle competenze specifiche o trasversali che sono spendibili nel mondo del lavoro, considerato ciò è opportuno se non indispensabili che queste vengano certificate e riconosciute. Con questa proposta non si vuole trasformare il SC in uno stage o un tirocinio, ma si vuole dare la possibilità a tutti coloro che decidono di dedicare un anno della propria vita sulla difesa non armata della Patria in maniera non violenta, uno strumento in più per l'ingresso nel mondo del lavoro. Lo Youth Pass sembra essere lo strumento più idoneo da utilizzare. Questo è un attestato a cui hanno diritto i partecipanti a un progetto finanziato nell'ambito del programma Gioventù in Azione. Questo strumento viene auto compilato e richiede un momento di analisi della propria storia di volontariato per individuare le capacità che si sono sviluppate. Lo Youth Pass deve prevedere al suo interno però una parte dedicata alle competenze di cittadinanza Europea. Considerato ciò si suggerisce che a fine SC ci sia 1 giorno dedicato allo scambio di esperienze e compilazione del nuovo attestato.

2-Campagna Nazionale per Obiettori Israeliani
Campagna Nazionale da realizzare per chiedere in che condizioni sono i ragazzi israeliani che sono stati arrestati per essersi rifiutati di svolgere la leva obbligatoria e occupare Gaza.

3- Convegno Nazionale o Regionali sull’anniversario della Legge sull’obiezione di coscienza.
Promuovere un convegno Nazionale o vari convegni regionali per ricordare la legge 15 dicembre 1972, n. 772 che dava il diritto all'obiezione e al servizio civile sostitutivo per motivi morali, religiosi e filosofici. La legge "Marcora" rese possibile la scarcerazione dei giovani obiettori di coscienza e contemporaneamente segnò un cambiamento storico nella legislazione italiana, perché introdusse la possibilità di rifiutare il servizio militare con le armi sostituendolo con un servizio militare non armato. Con questa legge l'obiezione di coscienza non veniva ancora considerata un diritto, ma un beneficio concesso dallo Stato a precise condizioni e conseguenze. Questi incontri dovrebbero essere utili per comunicare quali sono le radici del servizio civile e come questo sta cambiando nel tempo.

Il primo punto viene escluso in quanto già discusso in mattinata e durante la giornata precedente. In merito al secondo punto, il delegato chiede all'assemblea di approvare l'adesione alla campagna nazionale a sostegno degli obiettori israeliani. La delegazione Campania si occuperà di inviare i documenti ai rappresentanti nazionali e ai delegati presenti.

L'assemblea decide di aderire alla campagna per l'obiezione di coscienza degli israeliani.

20 Favorevoli
2 Astenuti

La rappresentanza si occuperà di redigere un comunicato stampa sulla campagna e una campagna Facebook. Salvatore Casale e Tommaso Vaccari si occuperanno di portare avanti la campagna. Si fa presente che quando la rappresentanza nazionale invia un comunicato appoggiando una campagna approvata in Assemblea, le delegazioni regionali devono avere la stessa posizione in merito.

Per quanto riguarda il terzo punto, interviene la delegazione Veneto per annunciare che in Veneto c'è già in programma un evento per l'anniversario della legge sull'obiezione di coscienza:

In Veneto la Regione, la Consulta SC e lo CSEV (Coordinamento Spontaneo Enti e Volontari) stanno organizzando un evento nazionale sul SC per il 16/17 dicembre. L'oggetto dell'evento -che sarà strutturato anche in collaborazione con la CNESC -sarà la riforma del Servizio Civile. L'idea che è emersa da un incontro preparatorio con lo CSEV è che tutti gli interventi previsti (in via di definizione) prendano spunto dai contributi dei volontari, chiamati nei prossimi mesi ad esprimersi su alcuni temi-chiave del futuro del SC.

In Veneto si attiverà un lavoro di gruppo (delegazione + candidati non eletti + volontari particolarmente attivi delle varie province), che svilupperà un proprio documento. Secondo lo CSEV e la delegazione, sarebbe una buona occasione anche per le altre delegazioni, nonché per il gruppo dei rappresentanti nazionali oppure per l'Assemblea in toto, per esprimersi su questi temi e inserirsi nei contenuti dell'iniziativa.

I 4 argomenti che verranno sviluppati saranno:
- Corpi civili di pace
- Servizio Civile Universale
- SC e nuove emergenze sociali
- Rapporto tra SC e mondo del lavoro (certificazione competenze, possibilità di assunzione, ecc.)

Il primo giorno ci sarà una tavola rotonda in cui saranno i volontari i protagonisti, mentre il 17 sarà una giornata istituzionale. Si richiede la presenza di volontari che siano in grado di dare degli spunti di discussione. L'obiettivo sarebbe di coinvolgere le delegazioni, se non con una presenza fisica, anche solo on un supporto sull'elaborazione di contenuti e spunti.

La delegazione Emilia Romagna propone all'Assemblea di sostenere la campagna “Un'altra difesa è possibile” presentata dalla Prof.ssa Del Turco e di impegnarsi a promuoverne la raccolta firme. L'assemblea decide di aderire alla campagna e si impegna in particolare a promuoverla in occasione della marcia per la pace Perugia-Assisi del 19 ottobre, coinvolgendo il maggior numero di volontari nella partecipazione alla marcia stessa.

Approvata all'unanimità.

La delegazione Veneto propone di chiedere al Dipartimento il riconoscimento delle giornate di assemblea nazionale come giornate di servizio anche per il sabato seppur non previsto come orario di servizio.

18 favorevoli
3 contrari
1 astenuti

6. Partecipazione all'Assemblea dei delegati vecchi ancora in carica
L'assemblea chiede che i nazionali rivolgano un appello al capo Dipartimento perchè per le prossime assemblee vengano invitati già da subito anche i delegati vecchi ancora in carica.

L'assemblea approva all'unanimità.

Presentazione di AISeC e del progetto formazione
Interviene Alessio Colacchi di AISeC, Associazione Italiana Servizio Civile, portando i saluti di Fania Alemanno presidente dell'associazione ed ex delegata nel biennio 2010-2012.

Alessio spiega l'obiettivo di AISeC, associazione nata con l’intento di dare continuità al lavoro della rappresentanza, sostenendo azioni che spesso richiedono tempi un po' più lunghi rispetto ai due anni di durata del mandato della rappresentanza. AISeC premette inoltre a tutte quelle energie che hanno fatto parte del mondo del SC e della rappresentanza di continuare a lavorare sui propri territori presentando attività e progetti nuovi che possano contribuire alla difesa non armata della patria e alla promozione del SC. Ricorda inoltre che la sinergia tra rappresentanza ed Aisec è costante.

Alessio, infine, ricorda come a partire dal bando 2014-15 ci sarà la possibilità di permettere ad ex delegati o delegati di intervenire nel modulo di formazione generale per i volontari relativo alla cittadinanza attiva per spiegare cos'è la rappresentanza dei volontari. La Rappresentanza e AISeC hanno lanciato già con il bando precedente un progetto pilota che ha permesso a diversi delegati ed ex delegati di presentare il lavoro della rappresentanza durante la formazione dei volontari. Alcuni enti hanno pensato di svolgere il modulo sulla cittadinanza attiva anche durante la formazione degli OLP. Difatti, l'OLP è una figura centrale nei progetti, ed è opportuno che conosca la rappresentanza.

Invita anche gli attuali delegati a rendersi disponibili per la formazione ed operare nel contesto di AISeC, che è un buon luogo di confronto anche con chi ha diversi anni di esperienza nel contesto del SC.

Chiude i lavori Silvia Conforti salutando l’assemblea e augurando un buon lavoro a tutti.

Ore 16.30 chiudono i lavori dell'assemblea.




Allegati:

- XV Assemblea Nazionale Verbale
Data ultimo aggiornamento: 20/02/2015
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