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A 60 anni dalla morte di Gandhi: un esempio di nonviolenza ancora attuale
(30/01/2008)

"...Non c'è liberazione per alcuno su questa terra, né per tutta la gente di questa terra, se non attraverso la verità e la non-violenza, in ogni cammino della vita, senza eccezione".
Sono parole di Gandhi, il mahatma o "grande anima", come lo soprannominò il poeta Tagore, che il 30 gennaio 1948 venne ucciso a Nuova Delhi, in India, da un fanatico nazionalista indù.

La verità e la non-violenza (ahimsa: "a" = "non"; "himsa" = "violenza", "ingiuria", "male") sono il centro del credo gandhiano che, attraverso la pratica della disobbedienza civile a leggi ritenute ingiuste, riuscì a mobilitare intorno a sé un movimento di resistenza che piegò l'Impero britannico a concedere l'indipendenza dell'India nel 1947.

Lungi dall'essere una forma di rassegnazione passiva alla prepotenza del più forte, la non-violenza era per Gandhi una forma attiva di resistenza: "Nessun uomo può essere attivamente non-violento e non ribellarsi contro l'ingiustizia dovunque essa si verifichi".
In Sudafrica prima e in India poi (paesi nei quali scontò complessivamente 2338 giorni di detenzione a causa delle sue lotte politiche), Gandhi sperimentò varie forme di resistenza attiva non-violenta contro il regime, come il boicottaggio di merci e prodotti, il non pagamento delle tasse e l'obiezione di coscienza al servizio militare.

Il suo esempio ispirò molti protagonisti della resistenza pacifica del XX secolo, come Martin Luther King negli Stati Uniti. In Italia, si ispirò anche a Gandhi il movimento degli obiettori di coscienza al servizio militare dalla cui storia nasce l'attuale servizio civile nazionale che condivide gli ideali della nonviolenza e della ricerca sincera della verità.

In allegato, l'editoriale di Mao Valpiana apparso sul numero di gennaio-febbraio 2008 del mensile "Azione Nonviolenta" e dedicato interamente a Gandhi e alla nonviolenza (sito: http://nonviolenti.org). Sempre in allegato, l'articolo del prof. Enrico Peyretti apparso sul numero di gennaio 2008 del mensile "Mosaico di pace" che costituisce un accompagnamento ragionato tra scaffali e libri per la conoscenza del pensiero di Gandhi e della cultura della nonviolenza (sito: http://www.mosaicodipace.it).

Tra le iniziative dei quotidiani italiani in occasione dell'anniversario della morte di Gandhi, segnaliamo il dossier pubblicato su "la Repubblica" del 29 gennaio 2008, disponibile (in formato .pdf) all'indirizzo: http://download.repubblica.it/pdf/diario/2008/29012008.pdf
Inoltre, insieme al quotidiano "l'Unità" del 30 gennaio 2008 è in edicola il volume di Giuliano Pontata, L'antibarbarie. La concezione etico-politica di Gandhi e il XXI secolo (Ega, Torino 2006, pagg. 352). Il libro è un'occasione da non perdere per conoscere Gandhi attraverso la penna di uno dei suoi massimi conoscitori mondiali e che, per Einaudi, ha curato alcuni anni fa una vasta antologia di scritti del Mahatma, Teoria e pratica della nonviolenza, (nuova edizione, Torino 1996), cui ha premesso un ampio studio su "Il pensiero etico-politico di Gandhi" (pp. IX-CLXI).

Segnaliamo infine, in internet, alcuni siti (in inglese) utili alla conoscenza del pensiero e della vita del Mahatma:
http://www.mkgandhi.org
http://www.gandhiserve.org
http://www.gandhi-manibhavan.org
http://www.gandhismriti.gov.in/indexb.asp

Data ultimo aggiornamento: 17/04/2018
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