Servizio Civile Nazionale

 
Header contenuto di sinistra
sezione servizio civile nazionale
sezione servizi online
sezione bandi
sezione banca dati
sezione volontari

Rinuncia allo status di obiettore: interrogazione parlamentare Cossa e risposta del Ministro Giovanardi
(09/06/2005)

CAMERA DEI DEPUTATI

XIV LEGISLATURA

591^ SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 23 febbraio 2005

TESTI ALLEGATI ALL'ORDINE DEL GIORNO
della seduta n. 591 di Mercoledì 23 febbraio 2005

COSSA. - Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che:
a partire dal 1 gennaio 2005, a seguito della sospensione della leva obbligatoria, il reclutamento per il servizio militare si baserà esclusivamente su una scelta volontaria: si perde, quindi, la ragion d'essere formale dell'obiezione di coscienza al servizio militare;
si pone l'esigenza di riconoscere alle persone che si sono dichiarate obiettori di coscienza al servizio militare la possibilità di poter formalmente rinunciare a tale scelta ed alle conseguenze da essa derivanti;
con parere espresso in data 25 ottobre 2002, l'Avvocatura dello Stato ha valutato favorevolmente la possibilità di accoglimento della richiesta di rinuncia da parte degli obiettori allo status di obiezione di coscienza durante la prestazione del servizio civile;
con parere n. 964/03 in data 25 marzo 2003, la sezione terza del Consiglio di Stato ha dichiarato la piena legittimità del provvedimento di revoca, durante la prestazione del servizio civile, dello status di obiettore di coscienza -:
quali tempi preveda per l'adozione delle norme regolamentari attuative auspicate dal Consiglio di Stato in ordine al diritto di revocare la propria dichiarazione di obiezione di coscienza al servizio militare, durante e dopo la conclusione del servizio civile.
(3-04255)


Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 591 del 23/2/2005

...
(Adozione di norme regolamentari sulla revoca della dichiarazione di obiezione di coscienza al servizio militare durante e dopo la conclusione del servizio civile - n. 3-04255)

PRESIDENTE. L'onorevole Cossa ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-04255 (vedi l'allegato A - Interrogazione a risposta immediata sezione 8).

MICHELE COSSA. Il problema da noi sollevato, si inserisce nel più ampio tema della situazione delle decine di migliaia di giovani che nel corso degli anni hanno scelto di obiettare al servizio militare e di svolgere, quindi, un servizio civile. Costoro si trovano oggi a subire, vita natural durante, delle limitazioni, soprattutto per quanto riguarda l'uso di armi e l'accesso alle professioni e mestieri correlate a tale uso. Si tratta di limitazioni che ci sembra non abbiano più senso nel momento in cui le Forze armate diventano forze su base volontaria a causa della sospensione della leva obbligatoria.
Riteniamo che il Consiglio di Stato abbia aperto uno spiraglio con una interpretazione evolutiva, stabilendo il principio della legittimità della revoca dello status di obiettore di coscienza e auspicando che il ministro della difesa disciplini la materia attraverso apposite norme che attuino la possibilità di rinuncia all'obiezione di coscienza, sia pure soltanto durante lo svolgimento del servizio civile.
La mancanza di questa disciplina crea dei problemi: è necessario introdurre elementi di certezza, anche perché sono pendenti davanti a diversi TAR italiani i ricorsi di giovani ai quali il ministro della difesa ha respinto la richiesta di revoca e che per questo rischiano di perdere importanti occasioni di lavoro.

PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Grazie, signor Presidente. Risponderò proprio come delegato del servizio civile nazionale. Quello che porto sulla giacca in questo momento, infatti, è proprio il distintivo di tale servizio. Come è noto, dal primo gennaio 2005 non esiste più la leva obbligatoria e quindi sono i giovani, ragazzi e ragazze, a svolgere volontariamente, qualora lo vogliano, il servizio civile nazionale o il servizio nelle Forze armate. Sino al primo gennaio 2005 era prevista, invece, la leva militare obbligatoria con la possibilità, dichiarandosi obiettori di coscienza (dichiarando quindi di non voler utilizzare armi per ragioni di coscienza, morali e personali), di non svolgere il servizio militare ed essere avviati, come obiettori di coscienza, ai servizi sostitutivi. Ottocentomila giovani negli anni hanno fatto ricorso a questo strumento, fornendo un contributo importante nell'assistenza, nei beni culturali ed ambientali, nelle attività svolte sul territorio nazionale.
Il Consiglio di Stato ha ribadito che quando vigeva questo sistema l'obiettore di coscienza poteva revocare la domanda durante l'anno del servizio ed essere avviato al servizio militare. Lo scorso anno, a mio avviso giustamente, il Consiglio di Stato ha poi precisato che chi non ha svolto il servizio militare essendosi dichiarato obiettore di coscienza (avendo quindi scelto di ripudiare l'uso delle armi) non può ora sostenere di aver scherzato, di non aver fatto il militare e di chiedere che sia revocata quella decisione perché magari vuole recarsi a caccia, diventare carabiniere oppure utilizzare le armi.
Ciò sarebbe sinceramente offensivo per quelle centinaia di migliaia di giovani che, nel momento in cui hanno dichiarato l'obiezione di coscienza, hanno effettuato una scelta vera, evitando di svolgere il servizio militare in quanto ritenevano che, fra la loro coscienza e l'utilizzo delle armi, vi fosse una incompatibilità non strumentale, non di comodo per evitare il servizio militare, ma una convinzione sulla scelta che stavano facendo.
La posizione del Governo, quindi, è molto chiara, e anche quella del servizio civile nazionale. Chi ha fatto quella scelta, dichiarandosi obiettore di coscienza, sapeva benissimo che la legge, ancora in vigore, prevedeva che gli obiettori di coscienza non potessero utilizzare le armi, essendogli precluse attività come la caccia o l'accesso a carriere comportanti la detenzione e l'uso delle armi (ad esempio, la partecipazione a concorsi per l'arruolamento nelle Forze armate).
Mi sembra che questa possa essere l'unica risposta, anche dal punto di vista morale, accettabile da parte di chi abbia nel corso degli anni effettuato scelte del tutto rispettabili; noi vogliamo onorare sia quei giovani che, rispondendo alla leva, hanno svolto il servizio militare, sia quelli che, per ragioni di coscienza, non lo hanno fatto, dichiarandosi obiettori di coscienza: l'importante è che entrambe siano scelte vere, meditate e non strumentali.

PRESIDENTE. L'onorevole Cossa ha facoltà di replicare.

MICHELE COSSA. Signor Presidente, signor ministro, è evidente che non posso dichiararmi soddisfatto di una risposta di questo genere, che mi riporta a trent'anni fa, quando si cominciava a parlare di obiezione di coscienza.
Signor ministro, in trent'anni sono stati fatti grossi passi in avanti e il servizio civile è stato considerato allo stesso livello del servizio militare: una scelta che ha portato, tra l'altro, centinaia di migliaia di giovani, e la ringrazio per questa precisazione, a svolgere un ruolo essenziale. Anzi, uno dei problemi essenziali che si pone con il venir meno della leva obbligatoria è quello di colmare la lacuna che viene a crearsi nel servizio civile.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Certo!

MICHELE COSSA. Chiedo attenzione nei confronti di questo tema, invitandola a riflettere, signor ministro, sul fatto che in Italia esiste il divorzio e che sempre in Italia anche i responsabili dei crimini più efferati, nel verificarsi di determinate condizioni, escono dal carcere (anzi, proprio in queste settimane si sta dibattendo sui responsabili di uno dei crimini più efferati degli ultimi anni, quello di Novi Ligure, e si parla di reinserimento nei loro confronti): l'obiettore di coscienza è obiettore per la vita.
Ritengo che si debba ridiscutere di questo, che si debbano introdurre limitazioni temporali. Sono d'accordo con lei che non può essere una scelta fatta con leggerezza: deve essere una scelta vera, sentita, ma deve essere anche consentita la possibilità del ripensamento.
Insieme a numerosi colleghi di tutti gli schieramenti politici, nel 2001 ho presentato una proposta di legge su questo argomento, che indica una possibile soluzione e che, comunque, si ripromette di aprire un dibattito. Proprio in questi giorni il Senato sta discutendo la riforma del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, meditando di introdurre una scadenza temporale a tale riguardo.
Chiedo al Governo di agevolare il superamento di una normativa che oggi si pone come anacronistica e come fonte di discriminazione.
Rifletta su questo, signor ministro; agevoli, e non ostacoli, il superamento di questa normativa!

PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.
Ringrazio i colleghi ed i rappresentanti del Governo intervenuti.
Sospendo brevemente la seduta.

 

Data ultimo aggiornamento: 22/10/2014
Header contenuto di destra
sezione regioni e provincie autonome cartina dell'italia Servizio Civile Universale Spot2018 Archivio storico sull'obiezione di coscienza
regione sardegna regione piemonte regione lombardia regione friuli venezia giulia regione valle d'aosta regione marche regione toscana regione umbria regione lazio regione abruzzo regione molise regione basilicata regione campania regione puglia regione calabria regione emilia romagna regione liguria regione veneto provincia autonoma di bolzano provincia autonoma di trento regione sicilia

Sito ottimizzato per Internet Explorer 9