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Al via la fase sperimentale

I CORPI CIVILI DI PACE

E’ ormai entrata nella fase operativa la sperimentazione di un contingente di Corpi Civili di Pace, prevista dall’articolo 1, comma 253, della legge 27 dicembre 2013, n.147, da impegnare in azioni di pace non governative in aree a rischio di conflitto – ovvero già in conflitto – o in caso di emergenze ambientali. Il provvedimento ha stanziato 3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016 ed ha stabilito che l’organizzazione del contingente fosse disciplinata da un Decreto ministreriale.

Il decreto è stato emanato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, in data 7 maggio 2015.

L’iniziativa ha l’obiettivo di promuovere in modo imparziale la solidarietà e la cooperazione, a livello nazionale ed internazionale, con particolare riguardo alla tutela dei diritti sociali, ai servizi alla persona e all’educazione alla pace fra i popoli.

La sperimentazione prevede complessivamente l’impiego di 500 giovani. Il primo contingente già operativo vede impegnati 98 volontari per realizzare:

12 progetti nelle  aree di conflitto e a rischio di conflitto o post conflitto con l’obiettivo di:

  • portare un sostegno ai processi di democratizzazione, di mediazione e di riconciliazione;
  • sostenere le capacità operative e tecniche della società civile locale, anche tramite l’attivazione di reti tra persone, organizzazioni e istituzioni, per la risoluzione dei conflitti;
  • monitorare il rispetto dei diritti umani e del diritto umanitario;
  • sostenere attività umanitarie, inclusi il sostegno ai profughi, sfollati e migranti, il reinserimento sociale degli ex –combattenti, la facilitazione dei rapporti tra le comunità residenti e i profughi, sfollati e migranti giunti nel medesimo territorio;
  • educare alla pace;

4 progetti per emergenze ambientali all’estero e 3 progetti per emergenze ambientali in Italia con l’obiettivo di:

  • sostenere la popolazione civile che fronteggia emergenze ambientali, nella prevenzione e gestione dei conflitti generati da tali emergenze in Paesi esteri.
  • Sostenere la popolazione civile che fronteggia emergenze ambientali, nella prevenzione e gestione dei conflitti generati da tali emergenze in Italia.

In questa prima fase, i Paesi stranieri in cui si attuano i progetti, secondo le indicazioni del MAECI, sono:
BOLIVIA, BOSNIA ERZEGOVINA, ECUADOR, FILIPPINE, GIORDANIA, GUINEA BISSAU, HAITI, KOSOVO, LIBANO, PERÙ, TANZANIA.

La formazione, rafforzata e specialistica, dei giovani volontari ammessi alla sperimentazione dei Corpi civili di pace è effettuata dall’ente o dall’organizzazione proponente il progetto in collaborazione o in partenariato con centri studi o di ricerca, istituti universitari o altri organismi con competenze nelle materie relative ai progetti.

Prima dell’impiego sono svolte attività di sensibilizzazione organizzate dal MAECI a cui i giovani sono tenuti a partecipare.

La tutela della sicurezza dei giovani in servizio all’estero è affidata agli enti presso i quali i giovani prestano servizio, che forniscono indicazioni in materia; indicazioni di sicurezza vengono fornite dalle rappresentanze diplomatiche o dagli uffici consolari.

E’ stato costituito un apposito Comitato, presieduto dal Capo del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, con compiti di monitoraggio e valutazione sulla sperimentazione. La valutazione dei progetti dei Corpi Civili di Pace è affidata ad un soggetto terzo ed indipendente.

Nei prossimi mesi il Dipartimento pubblicherà l’avviso presentazione progetti che vedrà impegnati 402 giovani volontari.

Data ultimo aggiornamento: 19/09/2017
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