Kosovo
Dopo la proclamazione unilaterale della Repubblica del Kosovo sovrana e indipendente (2 luglio 1970) e all'approvazione della costituzione da parte del parlamento kosovaro (7 settembre 1990), non fu adottata alcuna bandiera locale; ma, essendo la repubblica con popolazione in maggioranza di etnia albanese (circa il 90%), si diffuse l'impiego della bandiera dell'Albania, tuttora il simbolo più rappresentativo del paese. Il Kosovo inteso come Provincia Autonoma della Serbia (Autonomna Oblast Kosovo i Metohija) non ha bandiera propria.La storia recente del Kosovo, regione dell'attuale Serbia, è conseguenza del governo nazionalista di Slobadan Milosevic che alterò lo status di autonomia di cui questa regione aveva sempre goduto durante il Governo Jugoslavo. I kosovari, in maggioranza di origine albanese, si opposero fortemente alla perdita di autonomia e la regione divenne fulcro di violenti scontri interetnici, che portarono gran parte della popolazione a rifugiarsi negli Stati confinanti. Dopo il fallimento dell'accordo di pace di Rambouillet e l'intervento della NATO, il 10 giugno 1999 il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite con risoluzione 1244 stabilì che il Kosovo fosse temporaneamente posto sotto il protettorato internazionale dell'ONU (missione UNMIK) in collaborazione con l'UE e l'OCSE e venne autorizzata la presenza di forze militari internazionali (KFOR). Il Kosovo sta vivendo oggi un periodo di relativa pace e sta attraversando una fase di transizione sia dal punto di vista istituzionale che identitario. Nel 2002 sono state introdotte forme di autogoverno (con un proprio Governo e Parlamento) le cui funzioni sono ricoperte da personale locale, a cui continua ad affiancarsi la missione ONU. Gli obiettivi perseguiti dalla missione delle NU sono principalmente volti ad assicurare stabilità a quest'area e a facilitare l'individuazione di quale ne sarà il futuro status. Negoziati tra Pristina e Belgrado, sulla determinazione del futuro status del Kosovo, sono in corso. È da segnalare che la recente indipendenza dalla Serbia ottenuta dal Montenegro attraverso il referendum elettorale di maggio 2006, potrebbe indurre il Kosovo a fare maggiori pressioni in direzione autonomista, anche se è da considerare che a differenza del Montenegro il Kosovo non ha mai goduto dello status di Repubblica. Il problema principale che sia le autorità internazionali che quelle nazionali si trovano ad affrontare è legato alla presenza e difficile convivenza di diverse minoranze etniche presenti in quest'area. Il rispetto dei diritti umani soprattutto nei confronti delle comunità nomadi è ancora insufficiente. Nonostante i cambiamenti che ci sono stati in questi ultimi anni, il Kosovo ha ancora un alto tasso di povertà ed una ancora preoccupante percentuale di disoccupazione (circa del 50%). Come conseguenza del difficile contesto sociale e del complesso percorso di stabilizzazione che si sta tentando di raggiungere nel Paese, il Kosovo risulta essere una delle zone più povere dell'Europa, nonostante il massiccio afflusso di donazioni internazionali e di rimesse da parte della diaspora albanese. L'economia del Paese è cresciuta in maniera più dinamica nei settori edile e commerciale. Il settore privato, emerso a partire dagli inizi del 2000, composto soprattutto da piccole imprese risulta in forte crescita mentre il settore industriale risulta poco vitale e necessiterebbe di maggiori investimenti. Anche per quanto riguarda il settore agricolo, la produzione risulta essere molto bassa a causa di aziende agricole di piccole dimensioni, non adeguatamente equipaggiate e formate, e con scarsi capitali a disposizione. La precaria sicurezza nel Paese e l'incertezza legata alla mancata determinazione dello status del Kosovo influiscono negativamente o comunque ne rallentano la crescita economica.
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