Zambia
Situato nel cuore dell'Africa meridionale lo Zambia, divenuto indipendente dal dominio coloniale inglese nel 1964, è stato governato per 27 anni dal presidente Kernneth Kaunda, leader dell'Unip che fino al 1991 è stato l'unico partito politico legale del paese. Kuanda ha governato con un pugno di ferro e l'isolamento internazionale e la pessima situazione del paese lo hanno costretto, in seguito a pesanti proteste, a emendare la costituzione consentendo il multipartitismo. I risultati si sono visti subito: nel 1991 il candidato del MMD (Movement for Multiparty Democracy) F. Chiluba è stato eletto presidente a larga maggioranza. Chiluba si è impegnato in una politica di appoggio alle grandi istituzioni internazionali, chiudendo le imprese minerarie statali ridotte ormai alla bancarotta e attuando una serie di riforme strutturali che hanno però provocato un pesante rialzo dei prezzi. Il crescente scontento nei confronti dell'amministrazione ha persino portato a un tentato golpe militare nell'ottobre del 1997. Chiluba ha ceduto il passo al suo delfino levy Mwanawasa, eletto alla presidenza nel 2001. All'estero la vicenda è stata presentata come una imponente campagna anti-corruzione, quella lanciata dal presidente sembra essere un tentativo di eliminare i fedelissimi del vecchio establishment della politica zambiana. La diffusione della povertà ha costretto molte donne a dipendere economicamente dalla prostituzione e il persistere della credenza che l'HIV possa essere curato facendo sesso con una vergine ha determinato un elevato numero di rapimenti di ragazze e un aumento delle persone contagiate. Le violazioni dei diritti umani da parte delle forze di polizia hanno continuato ad essere frequenti. Giornalisti indipendenti sono stati oggetto di vessazioni e arresti. Politici dell'opposizione sono stati sottoposti a torture.
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